domenica 31 Maggio 2026

Ristoranti, taxi e ambulanti: ecco chi ottiene i voti peggiori dal Fisco

Secondo gli indici sintetici di affidabilità fiscale del MEF, cresce l'affidabilità dei contribuenti. Diverse le categorie mediamente al di sotto della sufficienza, grande il divario nei redditi dichiarati da promossi e bocciati

Da Giustino Marai
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L’affidabilità fiscale delle partite Iva migliora, ma l’Italia continua a viaggiare a due velocità. I dati delle dichiarazioni 2025 mostrano infatti una netta distanza tra le categorie considerate più affidabili dal Fisco e quelle che continuano a registrare i punteggi più bassi negli Isa, gli indici sintetici di affidabilità fiscale. Tra i “promossi” figurano medici, commercialisti, consulenti del lavoro e professionisti sanitari. Prevalgono invece le bocciature tra ristoratori, ambulanti, tassisti, Ncc e concessionari.

Come funziona la pagella del Fisco

Gli Isa assegnano a imprese e lavoratori autonomi un punteggio da 1 a 10 sulla base della coerenza tra redditi dichiarati, attività svolta e altri indicatori economici. La soglia dell’affidabilità è fissata a 8.
Secondo i dati del Ministero dell’Economia, la quota complessiva dei contribuenti che supera questo livello è salita al 46,7%, circa due punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Un risultato che potrebbe essere stato favorito anche dal concordato preventivo biennale, che ha spinto molti contribuenti ad adeguarsi a livelli reddituali ritenuti più coerenti.

Ristoranti, taxi e ambulanti in fondo alla classifica

Le differenze tra categorie restano però marcate. Tra i ristoratori soltanto il 29,2% raggiunge un punteggio Isa superiore a 8, mentre tra medici, commercialisti e altre professioni ordinistiche la quota degli affidabili supera spesso il 60%.
Nelle attività considerate più a rischio dal punto di vista fiscale pesano fattori come l’uso del contante, la frammentazione dei ricavi e la maggiore difficoltà dei controlli. In fondo alla graduatoria compaiono anche concessionari auto, agenti di commercio, panettieri, tassisti e Ncc.

Redditi molto diversi tra affidabili e non

Dai dati emergono inoltre differenze molto significative nei redditi dichiarati da promossi e bocciati.
I medici con Isa superiore a 8 dichiarano in media oltre 102 mila euro l’anno, contro circa 38 mila dei colleghi meno affidabili. Tra i commercialisti il divario supera gli 80 mila euro, mentre tra i ristoratori si passa da una media di 65.400 euro a poco più di 15 mila euro. Numeri che non dimostrano automaticamente fenomeni evasivi, ma che segnalano forti scostamenti rispetto ai parametri attesi dal Fisco.

Chi migliora e chi peggiora

L’analisi mostra anche cambiamenti significativi rispetto al passato. Migliorano negozi alimentari, psicologi, geometri, architetti e studi legali, con una crescita della quota di contribuenti considerati affidabili. Segno opposto invece per ambulanti, agenti di commercio e concessionarie auto. In calo anche farmacie, tabaccai, bar e pasticcerie, sebbene nel caso delle farmacie il dato sia influenzato dalla fine del boom di fatturati registrato durante gli anni della pandemia. Intanto il Fisco continua a rafforzare gli strumenti di controllo, sempre più basati sull’incrocio tra fatturazione elettronica, dati bancari e flussi finanziari, con l’obiettivo di concentrare le verifiche sui contribuenti ritenuti statisticamente più a rischio.

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