Vladimir Putin usa il congresso di Russia Unita per rilanciare la linea del Cremlino sulla guerra. Davanti al partito di maggioranza, convocato in vista delle elezioni per la Duma, il presidente russo accusa Kiev di ricorrere al terrorismo, promette sicurezza contro gli attacchi ucraini e sostiene che l’Occidente abbia fallito nel tentativo di piegare Mosca.
«Kiev ricorre a metodi terroristici»
«Il regime di Kiev si sta ritirando lungo tutta la linea di contatto e sta quindi ricorrendo a metodi apertamente terroristici», ha detto Putin. «Come altro si possono definire gli attacchi premeditati contro civili e proprietà civili, e il reclutamento pressoché aperto di dissidenti nel nostro Paese per commettere atti di sabotaggio e terrorismo?».
Il capo del Cremlino ha promesso di rispondere agli attacchi contro il territorio russo e contro le infrastrutture del Paese. «Vediamo i problemi. Li riconosciamo e stiamo reagendo. Ma garantiremo senza dubbio la sicurezza del Paese e dei nostri cittadini e l’inviolabilità dei nostri confini storici», ha detto.
«L’Occidente fallisce sempre»
Putin ha accusato anche le «élite occidentali», sostenendo che non siano riuscite a imporre alla Russia una sconfitta militare né a destabilizzare il Paese. «Volevano imporci una sconfitta strategica sul campo di battaglia. Volevano destabilizzare la nostra società ma falliscono sempre», ha dichiarato. Secondo il presidente russo, infatti, «Nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia».
«Stiamo attraversando un periodo difficile», ha ammesso poi, «ma ci ha insegnato molto, permettendoci di percepire l’essenza stessa del concetto di cittadino russo».
«Pronti a lottare per il nostro futuro»
Putin ha rivendicato anche la difesa degli interessi fondamentali del Paese. «La Russia, come dice il popolo, è saldamente ancorata alle proprie gambe, dichiarando i suoi interessi fondamentali ed essendo pronta a lottare per essi, per il nostro futuro, il nostro stile di vita, la nostra visione del mondo sovrana, le nostre tradizioni e i nostri fondamenti».
Del resto, ha osservato il capo del Cremlino, «La Russia può essere solo una potenza forte e indipendente, altrimenti non ci sarà più la Russia».
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