Una ragazza di 22 anni di origini marocchine è stata aggredita nel pomeriggio del 9 luglio a Milano, mentre si trovava sulla banchina della fermata Duomo della linea 3 della metropolitana. Un ragazzo di 27 anni di origine algerina l’avrebbe prima insultata, poi colpita con un pugno e infine sfregiata con un coltello sul viso. Subito prima di aggredirla, le avrebbe urlato: “Cosa guardi? Sono uomo e sono musulmano”. Una frase confermata da alcuni testimoni, che hanno riferito anche che la vittima avrebbe provato a negare di star osservando il suo aggressore. Parole che non sarebbero servite a placare la furia dell’uomo.
Quest’ultimo è fuggito a piedi dal luogo dell’attacco, ma grazie alla collaborazione delle numerose persone presenti è stato in poco tempo rintracciato dalle forze dell’ordine. La pm di Milano ha ipotizzato nei suoi confronti il reato di sfregio permanente al viso, che è punito con la reclusione tra gli 8 e i 14 anni. La giovane vittima, infatti, avrà per sempre una cicatrice a ricordarle il terribile episodio di violenza, totalmente ingiustificato. La ragazza è stata immediatamente soccorsa e trasportata in codice giallo al Policlinico di Milano. Lì è stata medicata e si trova ricoverata non in condizioni gravi.
Chi è il 27enne algerino autore dell’aggressione a Milano
Il 27enne fermato dalla polizia locale risulta un immigrato irregolare in Italia. Nella notte tra l’8 e il 9 luglio era già stato arrestato dalla Polizia per furto e il danneggiamento di alcune auto in sosta. Dopo la convalida del provvedimento da parte del giudice, però, era tornato libero. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Polizia locale, il giovane a quel punto avrebbe vagato per la città senza meta, fino a raggiungere il centro. Nel pomeriggio avrebbe poi incrociato la ragazza nella metro.
Secondo quanto riporta Ansa, nei suoi confronti sono scattate anche le accuse di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Nelle prossime ore la pm inoltrerà all’ufficio del gip la richiesta di convalida dell’arresto e di misura cautelare. Sembra che la Procura potrà anche valutare di contestare all’uomo una nuova aggravante introdotta di recente nel Codice Penale. Si tratta dell’odio contro una donna o di discriminazione razziale o religiosa, intesa come “atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna”.
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