Sigfrido Ranucci ha presentato due denunce alla Procura di Roma in relazione alle rivelazioni e alle illazioni riguardanti le indagini sull’attentato del 16 ottobre 2025. Il conduttore di Report ha presentato prima una querela legata alla diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni che lo avrebbero trasformato da vittima a beneficiario dell’attacco, poi una contro coloro che avrebbero infranto il segreto di indagine rivelando notizie, estratti di atti e intercettazioni telefoniche che avrebbero provocato un “grave pregiudizio alle investigazioni”.
L’attentato a Ranucci
Il caso è legato alle ultime evoluzioni delle indagini. A fine giugno, quattro cittadini italiani sono stati arrestati con l’accusa di essere stati gli esecutori materiali dell’attentato, compiuto su commissione. Solo alcuni giorni dopo, è stata diffusa la notizia delle indagini su Valter Lavitola, giornalista, imprenditore e conoscente di Ranucci, ritenuto il committente dell’atto violento. Un’accusa respinta sia dal diretto interessato che dal conduttore, convinto che una persona a lui vicina non avrebbe mai tentato di fare del male alla sua famiglia.
Le accuse infatti riguardano il posizionamento di una bomba artigianale fuori dall’abitazione di Ranucci. L’esplosione danneggiò due auto di proprietà del giornalista e dei suoi familiari, così come parte del muro di cinta dell’abitazione. Un atto gravissimo, che avrebbe potuto provocare conseguenze ben più gravi.
Le denunce di Ranucci e Report
Le denunce di Ranucci si inseriscono in questo quadro e mirano a colpire coloro che in primis avrebbero diffuso “mediante esplicite allusioni” la possibilità che il conduttore fosse coinvolto in un “finto attentato” e altre analoghe formulazioni su vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di “inaudita gravità”. Il riferimento è alle ipotesi circolate in questi giorni su un possibile coinvolgimento dello stesso Ranucci nell’organizzazione dell’attentato.
In secondo luogo, il conduttore ha sporto denuncia insieme ai giornalisti Daniele Autieri, Giorgio Mottola, Paolo Mondani, Giulio Valesini, Luca Chianca ed altri della redazione di Report per “rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo”. Il riferimento è alle notizie “relative all’indagine tuttora in corso e di elevatissima delicatezza” che sarebbero state rilasciate e avrebbero permesso alle testate Il Domani e La Verità di pubblicare articoli. Il legale di Ranucci ha confermato che in questo caso la denuncia “non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti, ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto”.
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