Tra il pomeriggio del 15 luglio e le prime ore del giorno successivo arriverà il picco di calore di questa terza ondata di caldo record nell’estate 2026. Le zone più roventi saranno il Centro-Sud e le isole, con Sicilia e Sardegna che toccheranno il picco di 45 gradi. In contemporanea, nelle Regioni del Nord – in particolare nelle zone del Triveneto – è atteso un improvviso peggioramento delle condizioni climatiche, con rovesci, grandinate e burrasche che mettono in allerta le autorità.
Per circa 24 ore l’Italia sarà spaccata in due. Eppure le piogge non basteranno ad abbassare le temperature. L’allerta rossa per il 16 luglio è presente un po’ ovunque sul territorio italiano: da Bolzano a Bologna, da Firenze a Palermo, arrivando anche a Cagliari, l’allarme per il caldo anomalo è distribuito a macchia di leopardo.
La situazione sarà resa più complessa dall’arrivo di un’ondata di sabbia sahariana, trasportata dai venti provenienti dall’Africa. Quest’ultima di giorno potrebbe attenuare leggermente il calore, ma di notte renderà l’aria più afosa, in quanto ostacolerà la dispersione di calore. Una situazione complessa che mette a rischio la salute dei cittadini, non solo quelli più fragili.
Le raccomandazioni del ministro della Salute
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è intervenuto personalmente per chiarire i pericoli che questa ondata di calore porterà con sé. Per evitare malori improvvisi è necessario bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, evitare di uscire nelle ore più calde e trovare rifugio in luoghi più freschi, ove possibile. “Mi capita a volte dal mio studio del ministero, magari proprio nelle ore calde, di vedere persone che corrono lungo il lungotevere: magari questo può essere evitato”, ha spiegato in un intervento ad “Agorà Estate” su Rai Tre. Inoltre, è stata annunciata per domani dal ministero della Salute una nuova riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista nell’ambito del Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo.
I timori per i lavoratori
A preoccupare, però, sono i lavoratori che svolgono il loro turno all’aperto, anche nelle ore più calde. In occasione della Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, attivisti e attiviste di Greenpeace Italia hanno lasciato sciogliere al sole tre statue di ghiaccio raffiguranti un bracciante, un rider e un operaio edile, nei pressi del Colosseo. La manifestazione serve a denunciare l’impatto del riscaldamento globale sui lavoratori e sulle lavoratrici, in particolare quelli che hanno meno tutele in questo periodo dell’anno.
La protesta di Greenpeace e Cgil
“Le aziende fossili si arricchiscono, noi ci squagliamo”, è il messaggio dell’associazione. Greenpeace ha ricordato come il caldo estremo non sia più solo un’emergenza occasionale, ma una problematica strutturata da affrontare con responsabilità in quanto negli ultimi quattro anni in Europa ha provocato la morte di 200mila persone.
“Questa strage annunciata ha dei colpevoli: le industrie petrolifere e le politiche energetiche basate sui combustibili fossili dei governi complici, come avviene anche in Italia con le aziende del gas e del petrolio e il governo Meloni”, ha spiegato Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia. L’associazione e la Cgil hanno quindi chiesto all’esecutivo di abbandonare rapidamente le fonti fossili e adottare un piano di uscita dal gas entro il 2035.
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