Alla Terrazza Caffarelli di Roma si è svolto il 1° luglio il Gran Galà dell’associazione Ripartiamo, una realtà che è impegnata da sei anni nelle attività di assistenza e solidarietà a favore delle comunità più fragili in oltre quaranta Paesi del mondo. L’evento ha permesso di ripercorrere “le oltre 60 missioni umanitarie e i numerosi progetti realizzati dall’associazione, celebrando l’impegno dei volontari, dei sostenitori e delle istituzioni che ne accompagnano la crescita”.
La fondatrice e presidente di Ripartiamo, Francesca Immacolata Chaouqui, è intervenuta a inizio serata per illustrare il metodo operativo dell’associazione e la significativa crescita delle sue attività internazionali. All’iniziativa hanno preso parte numerosi esponenti del mondo istituzionale, sociale e culturale. Tra questi il vicepremier Matteo Salvini, la senatrice Licia Ronzulli, il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, e diversi rappresentanti di ambiti assistenziali, sanitari, militari e del terzo settore.
Un contributo di forte valore etico e sociale è stato garantito dalla presenza della Dottoressa Mariastella Giorlandino, Amministratore di Reti Artemisia Lab e Presidente della Fondazione Artemisia ETS. Nel suo intervento ha sottolineato “la profonda comunanza di intenti tra la Fondazione Artemisia e Ripartiamo: l’impegno concreto, misurabile e quotidiano nell’assistenza; la centralità della presenza fisica accanto alle comunità vulnerabili; la capacità di riconoscere e valorizzare la loro resilienza e la loro gioia di vivere”. L’evento è stato moderato da Monica Marangoni.
La Fondazione Artemisia ha una fiorente e crescente collaborazione con Ripartiamo. Solo alcuni mesi fa, Artemisia Lab ha sostenuto una missione umanitaria in Kenya attraverso la donazione di farmaci pediatrici. Grazie a questo intervento sono state garantite cure ai bambini che vivono in zone caratterizzate da una forte carenza di servizi sanitari. Questo contributo si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione Artemisia nella promozione della prevenzione, dell’assistenza sanitaria e della tutela delle fasce più fragili, sia in Italia che all’estero.
Proprio per questo, la dottoressa Giorlandino ha ricordato come la solidarietà non possa essere solo un gesto episodico ma debba diventare un modo di essere, ovvero una responsabilità che dona un senso all’esistenza e che rappresenta la più alta espressione dell’essere umano. In quest’ottica, l’evento si è concluso con un richiamo al valore della cooperazione tra istituzioni, imprese e società civile. Solo così, le missioni di solidarietà continueranno a “rendere migliore il mondo”, come ricordato da Tommaso Cerno nel suo intervento.
I presenti hanno inoltre condiviso che l’incontro si sia distinto per il profondo coinvolgimento emotivo e per la sincera adesione ai valori di solidarietà, empatia e responsabilità collettiva, rafforzando il senso di una comunità capace di agire insieme per il bene comune.
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