La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 per la terza volta consecutiva trasforma la crisi del calcio azzurro in un caso politico. Dopo il ko con la Bosnia, il dibattito si sposta in Parlamento, con Abodi che pretende le dimissioni di Gravina, il governo che chiede chiarimenti e attacchi trasversali ai vertici della FIGC e al sistema calcio.
Abodi: “Serve una rifondazione”
Il ministro per lo Sport Andrea Abodi usa parole nette: “Quando per tre edizioni non vai ai Mondiali è una sconfitta”. E aggiunge: “Oggi non è un giorno normale, non può bastare lo scarica barile”. Il ministro invita a una riflessione profonda sul sistema calcio, sottolineando come “la responsabilità deve partire inevitabilmente dal vertice” e chiedendo al presidente della Figc Gabriele Gravina di assumersi le proprie responsabilità. Non viene esclusa neppure l’ipotesi di un commissariamento: “Ho invitato a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti”.
Pressioni sui vertici federali
Abodi richiama precedenti significativi: “Ci furono sussulti di dignità in passato, Abete lasciò dopo i gironi falliti in Brasile e Tavecchio dopo il playoff con la Svezia”. Il messaggio è chiaro: anche oggi è necessaria un’assunzione di responsabilità ai massimi livelli.
Pur ribadendo il rispetto dell’autonomia dello sport, il ministro avverte che, in assenza di segnali, il governo e il Parlamento potrebbero intervenire. Gravina, intanto, ha convocato per domani una riunione con le componenti federali in vista del Consiglio federale della prossima settimana.
La maggioranza
Dalla maggioranza arrivano attacchi diretti. La Lega definisce l’eliminazione “una vergogna inaccettabile”, mentre Salvatore Caiata (FdI) ha chiesto un’informativa urgente ad Abodi, parlando di “fallimento del calcio italiano” e accusando Gravina di aver “rubato un sogno ai giovani”. Lotito nel frattempo avrebbe iniziato a raccogliere le firme per le dimissioni del presidente della FIGC.
Sul declino degli azzurri si è espresso anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Non mi interessano le dimissioni, ma dico una cosa detta in tempi non sospetti e cioè che si facciano dei profondi cambiamenti e che ogni squadra debba schierare almeno quattro italiani per tutti i minuti della partita”.
L’opposizione
Le opposizioni chiedono un’analisi più ampia: anche il Pd sollecita un’informativa urgente ma invita a capire “le ragioni che hanno portato all’abisso del calcio italiano”. Grimaldi (Avs) parla invece del calcio come di “un mercato capitalistico di petrodollari e fondi speculativi” e invita la politica a farsi un esame di coscienza: “Convocate Abodi, pretendete la testa di Gravina ma non vi assolvete dalle responsabilità che avete”. Altrettanto duro il giudizio di Azione, che parla di “fallimento del sistema Italia. Un sistema che perde. E non cambia mai”.
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