“Prima il programma, poi le primarie“. Lo hanno ripetuto per settimane i leader del fronte progressista. Ma sebbene il metodo di selezione del candidato premier rimanga un’incognita, quel che è certo è che Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Elly Schlein (Pd) e Giuseppe Conte (M5s) si sono finalmente dati appuntamento per buttare giù la prima bozza del programma elettorale. Quello pensato per conquistare gli elettori e intercettarne di nuovi. “Al lavoro. Per cambiare l’Italia”, l’annuncio di Fratoianni sui social.
“Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio”, precisa il leader di Avs. E conclude: “Ci vediamo presto!”. I punti di discussione sono molti, ma anche quelli di convergenza. Non ci sono dubbi sulle politiche del lavoro, la ricerca di una soluzione per la precarietà giovanile e soprattutto il nodo della sanità pubblica, in ginocchio a causa delle liste d’attesa e del deficit del personale. L’incontro, poi, è volto a trovare un compromesso su ciò che invece i tre partiti non hanno in comune. Dalla questione del conflitto russo-ucraino, al riarmo, passando per l’imposizione o meno di una patrimoniale sui super ricchi.
Tutti e quattro i leader hanno condiviso lo scatto sui rispettivi profili social. Mancano all’appello il segretario di Italia Viva-Casa Riformista Matteo Renzi e di Azione Carlo Calenda. La cui partecipazione è ancora da vedere. In vista delle politiche del 2027 però tutto può accadere. E questa volta il fronte progressista non vuole farsi trovare impreparato. Così, dopo mesi di opposizione disunita, i quattro leader del campo largo procedono finalmente compatti per offrire al Paese un’alternativa concreta alla coalizione di centrodestra guidata dalla premier Giorgia Meloni.
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