Le indagini sulla bomba esplosa davanti a casa di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, hanno subito un’accelerazione importante a partire dallo scorso marzo, quando sono sorti i primi sospetti sull’imprenditore Valter Lavitola. Come riporta Domani, grazie all’apertura di un fascicolo per strage e non per danneggiamento, gli inquirenti hanno potuto usare a loro vantaggio strumenti invasivi per individuare i sospettati.
Lavitola, imprenditore e giornalista, è indagato come possibile mandante dell’attentato, mentre il suo faccendiere Clesio Gomes Tavares, al momento in Camerun, è sospettato di essere l’intermediario tra il mandante e i quattro presunti esecutori materiali dell’azione violenta.
L’attentato risale al 16 ottobre 2025, quando in tarda serata una bomba è esplosa fuori dalla casa di Ranucci. Due automobili e un muro di cinta sono stati danneggiati, ma nessuno è rimasto ferito. Le indagini sono partite immediatamente, ma solo negli ultimi mesi sono stati resi noti i sospettati. A restare senza risposta è ancora la domanda sul movente dell’attentato.
La scoperta dei quattro presunti esecutori
I primi a essere individuati sono stati i quattro presunti esecutori materiali, scoperti tramite intercettazioni telefoniche: tre uomini e una donna accusati di aver effettuato appostamenti nei pressi della casa del giornalista e di aver successivamente posizionato l’esplosivo.
Da qui, gli investigatori hanno indagato su clan e uomini del crimine che erano vicini a questi sospettati. La svolta è arrivata grazie ad una e-mail anonima giunta al procuratore capo di Velletri, Carlo Villani. Nel testo, riportato nell’ordinanza, veniva indicato uno dei quattro presunti esecutori come responsabile dell’attentato a Ranucci. Gli inquirenti hanno quindi seguito la pista e individuato i primi sospettati.
I sospetti su Tavares
Gli inquirenti hanno poi individuato l’auto utilizzata dagli esecutori per gli spostamenti verso e dalla casa di Ranucci. L’automobile risultava intestata al suocero di Clesio Gomes Tavares, il faccendiere di Valter Lavitola, sospettato di essere il mediatore tra l’imprenditore e i presunti esecutori. Analizzando il cellulare della compagna di Tavares, i pm hanno notato in rubrica un “Walter L”. Il numero risultava intestato alla società “Cefalù Srl”, di cui Lavitola è dipendente dal 2017, e allo stesso imprenditore dal luglio 2016 all’ottobre 2022.
Le ricerche sui rapporti tra Lavitola e Ranucci
In seguito, la Procura ha tentato di ricostruire i rapporti tra Lavitola e Ranucci per comprendere quale potesse essere il movente dell’attentato. I due hanno avuto 72 contatti tra marzo e luglio 2024. Alcune telecamere sono state posizionate davanti alle abitazioni di Tavares e della compagna, ma dagli ambienti investigativi non trapela nulla sulle ragioni del gesto.
Ranucci respinge la possibilità che possa essere stato Lavitola il mandante del suo attentato. Lo stesso indagato nega qualunque coinvolgimento e rivendica la vicinanza con il conduttore.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





