lunedì 15 Giugno 2026

Confindustria dichiara guerra al Governo sul Decreto Fisco. Giorgetti: ”Dobbiamo scegliere chi aiutare”

Gli industriali accusano il governo di aver tagliato del 65% il credito d’imposta, escludendo anche gli investimenti nel fotovoltaico. Il Ministro parla di uno "shock esterno" simile alla crisi in Ucraina

Da Silvia Forconi
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Il del 27 marzo ha creato una crisi tra il e Confindustria a del nuovo Decreto Fisco, che di lascia in crisi migliaia di aziende.

La rabbia degli industriali: «Imprese penalizzate»

La voce della protesta è quella di Marco Nocivelli, vicepresidente di Confindustria, che lamenta il taglio del 65% del credito d’imposta per chi aveva prenotato l’agevolazione tra il 7 e il 27 novembre 2025. Un colpo di fatto per chi ha già investito milioni di euro basandosi sulle promesse di Palazzo Chigi.
”È un tradimento della fiducia”, attacca Nocivelli. Gli industriali ricordano le rassicurazioni ricevute a novembre dai ministri Giorgetti, Foti e Urso.  Infatti le cosiddette imprese “esodate” del 5.0 avrebbero dovuto avere accesso ai fondi. Invece, il decreto non solo taglia le , ma esclude anche gli in fotovoltaico ad alta efficienza. ”Le imprese sono state indotte ad acquistarli e ora si ritrovano con un pugno di mosche e problemi di liquidità” conclude il vicepresidente.

La difesa di Giorgetti: «Come lo shock in Ucraina»

La replica del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti non rassicura anzi, parla di «shock esterno» imprevedibile, paragonabile per impatto alla crisi ucraina. ”Avevamo una traiettoria ma ora dobbiamo riflettere su chi aiutare e chi incentivare”. Il messaggio è chiaro, le risorse sono scarse e il governo deve scegliere tra il bonus 5.0 e altre emergenze, come il taglio delle accise o il sostegno alle imprese energivore.  Una “scelta tragica” che scarica sugli industriali il peso dei nuovi equilibri di bilancio.

Palazzo Chigi tenta la

Con un governo che sta cercando di assestarsi dopo il referendum sulla giustizia, l’ultima cosa che Meloni vuole è una rottura definitiva con il produttivo del Paese e per questo Palazzo Chigi ha già annunciato l’apertura di un tavolo di confronto immediato. L’obiettivo è mediare sul credito d’imposta prima che la protesta si trasformi in una vera e propria crisi diplomatica.

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