Silvia Salis ha ribadito che non intende partecipare alle prossime politiche, ma che vuole concentrarsi sul suo lavoro di sindaca. Durante l’intervista alla trasmissione “Che Tempo Che Fa” la prima cittadina di Genova ha infatti chiarito di volersi dedicare alla sua città. Silvia Salis si sfila così dalla competizione delle primarie del centrosinistra, su cui si è sempre dichiarata contraria.
Salis: Non andrei a votare tra Schlein e Conte
Tuttavia la sindaca di Genova non sfugge alla domanda di Fabio Fazio, che le chiede chi sceglierebbe tra il Presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e la Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein in caso primarie: “Dico che sono contraria. Sono una persona coerente quindi non voterei, andrei a votare alle Politiche, anche perchè entrambi mi sostengono a Genova. Non sarebbe corretto”.
La sindaca, dunque, in caso di elezioni interne non esprimerebbe una preferenza perchè, come ha spiegato, non vuole vedere una gara fra leader, che rischierebbe di creare frammentazione ne campo largo, condannandolo all’“irrilevanza”. Per Silvia Salis la cosa importante è raggiungere l’ obiettivo, cioè battere la destra.
Nonostante il passo indietro della sindaca di Genova, che fino a pochi giorni fa si era detta disponibile a competere contro Giorgia Meloni, rimane una figura di riferimento fra i riformisti.
Schlein sulle primarie: “Arriveremo a un accordo”
Intanto la Segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, in un’intervista al quotidiano spagnolo El Paìs non smentisce e non conferma che la modalità con sui sarà scelto il candidato Premier saranno le primarie: “Arriveremo a un accordo. Sarà chi ottiene più voti o ci saranno primarie di coalizione”. Ad ogni modo la leader dem si è detta pronta correre, qualora si optasse per la competizione interna.
Patuanelli (M5S): “Si deve scegliere il leader che incarna meglio il programma”
Il Movimento 5 Stelle, invece, rimane sicuro del fatto che le primarie siano l’opzione migliore, se non l’unica: “Siamo in una politica dove vige anche la contrapposizione tra leader, e i progressisti devono scegliere quello che incarnerà il programma. Non vedo alternative alle primarie per farlo”. Lo ha affermato il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli, che è contrario all’idea che la leadership spetti al partito che prende più voti. Secondo i pentastellati è necessario trovare la figura che meglio incarni il programma, e Giuseppe Conte si è reso disponibile a rappresentarla.
I due partiti, però, sono d’accordo su una cosa, ossia la necessità di costruire un’idea forte e comune da proporre al Paese. Per la Segretaria del Partito Democratica ci sono già buona basi: “Non partiamo da zero perché in questi tre anni abbiamo avanzato insieme molte proposte legislative”.
Intanto il Pd ha iniziato la campagna di ascolto, il M5S ha avviato la fase di democrazia deliberativa di ‘Nova’.
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