“Di fronte a una richiesta unificante non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia”. Silvia Salis, sindaca di Genova, risponde così a Bloomberg in merito alle elezioni del 2027. Non cambia idea sulle primarie del campo largo, che più volte ha chiarito di non condividere. Tuttavia, se proprio gli esponenti del centrosinistra – e i suoi elettori – dovessero reclamare a gran voce la sua presenza in occasione della prossima corsa alle urne, potrebbe farci un pensiero. E non sono pochi a considerarla una papabile candidata “anti-Meloni”, dato che nei sondaggi risulta terza, dopo il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte e la segretaria dem Elly Schlein.
Se in un primo momento la sindaca sembrava restìa ad accettare proposte che la allontanassero dalla sua città, ammette ora di non poter “sfuggire a questa attenzione nazionale” e “eludere le domande”. E sottolinea: “È una cosa interessante, mi lusinga”. Un dubbio amletico che però, qualora i leader del campo largo decidessero di procedere con le primarie, non avrà modo di esistere. Anche se tutto è possibile.
Nella stessa intervista, Salis non risparmia critiche all’esecutivo guidato dalla premier Giorgia Meloni: “Credo fermamente che sviluppo economico e giustizia sociale possano coesistere. Questo governo di destra non è stato in grado di realizzare né l’uno né l’altro, rendendo infelici sia i pochi che i molti”. Conclude quindi ironicamente: “Il che, di per sé, è già un grande risultato”.
Incalza anche sulla vittoria del No sulla Riforma della Giustizia, in apertura d’articolo: “La sconfitta referendaria subita dalla premier Giorgia Meloni sta galvanizzando l’opposizione italiana”. E infatti è da qualche settimana che l’opposizione sembra si sia risvegliata, tanto che le frasi a effetto della presidente del Consiglio pronunciate alla Camera – tra cui: “Un sì ti conferma, un no ti riaccende” – non fanno più alcun effetto ai principali partiti del campo largo.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
