“Per quanto Meloni resterà ancora ferma e silente? Quando arriveranno le sanzioni e lo stop di ogni rapporto di collaborazione commerciale e militare con il governo israeliano?” sono queste le domande che si è posto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, subito dopo l’escalation avvenuta in Libano, a poche ore dalla tregua annunciata da Donald Trump con l’Iran e che avrebbe dovuto riguardare anche Israele e il Libano.
Una serie di attacchi brutali che hanno coinvolto anche un contingente Unifil, la missione Onu presente nel territorio di Beirut. Un mezzo italiano, con a bordo connazionali, è stato fermato dalle Idf, che avrebbero anche esploso colpi di avvertimento. “Un atto gravissimo”, ha riconosciuto Conte, sottolineando come il governo di Benjamin Netanyahu sia di fatto al lavoro per mettere a rischio la “già fragile tregua in Iran” e continuando ad agire in violazione di ogni norma del diritto internazionale.
Schlein: “Il governo Meloni dica a Netanyahu di fermarsi”
Una situazione su cui, però, il governo italiano fatica ancora ad esprimersi, forse troppo intimorito da una possibile reazione statunitense. Una mancanza di intervento che ha infuriato non solo Conte, ma tutta l’opposizione. “Cos’altro deve accadere prima che il governo Meloni chieda chiaramente a Trump e Netanyahu di fermarsi?”, si è chiesta la segretaria del Pd, Elly Schlein, ricordando la fragilità della tregua in corso. “Il ministro Tajani ha annunciato che chiederà chiarimenti all’ambasciatore sul mezzo italiano colpito, io gli dico che deve aggiungere una parola: fermatevi”, ha aggiunto.
“Il governo italiano dov’è? Dove è l’Europa? Ormai i ministri del governo Meloni sfiorano il ridicolo quando sono alle prese con le continue violazioni e gli atti di violenza dell’esercito israeliano”, ha commentato con una certa animosità il leader di Avs, Nicola Fratoianni, denunciando come l’Italia stia di fatto assistendo inerme alla sistematica distruzione di Beirut da parte dell’esercito israeliano.
Una posizione assunta anche da Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e parlamentare di Avs, secondo cui dietro queste operazioni vi sarebbe un chiaro disegno politico e militare: “Estendere il modello Gaza anche al Libano, trasformando Beirut in un nuovo teatro di devastazione permanente”. Un’operazione a cui l’Italia e l’Europa devono opporsi fermamente.
Le parole di Crosetto e Tajani
Quanto finora dichiarato dalle autorità italiane non sarebbe sufficiente. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha condannato l’attacco al contingente Unifil, annunciando di aver dato istruzioni di convocare alla Farnesina l’ambasciatore di Israele in Italia, per “chiarire quanto avvenuto in Libano”. Il segretario di FI ha poi aggiunto con fermezza che i soldati italiani in Libano non possono essere coinvolti nel conflitto e che le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per agire con le modalità adottate oggi.
Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso “la più ferma e indignata protesta” per quanto avvenuto, per poi chiedere all’Onu di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l’accaduto. Nuovi appelli che si aggiungono ai precedenti, sempre rimasti inascoltati, ma che non portano a nessuna iniziativa concreta nei confronti di Israele.
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