La trattativa tra Stati Uniti e Iran, dopo la momentanea tregua di due settimane, parte in salita. Teheran ha messo sul tavolo dieci condizioni considerate dure e, in alcuni casi, difficili da accettare per Washington. Il piano iraniano è la base della tregua annunciata dal presidente americano Donald Trump dopo il rifiuto di una prima proposta Usa in quindici punti. Il confronto tra le due posizioni mostra una distanza ampia, che riguarda sicurezza, economia e influenza nella regione.
La fine degli attacchi e la garanzia di sicurezza
La prima richiesta dell’Iran è chiara: cessare ogni attacco, compresi quelli contro alleati come Hezbollah. Teheran pretende anche un impegno di non aggressione da parte degli Stati Uniti. Un punto delicato, perché Washington deve tenere conto della sicurezza di Israele, partner storico e nemico dichiarato della Repubblica islamica.
Il nodo dello stretto di Hormuz
Uno dei temi più pesanti riguarda lo stretto di Hormuz, passaggio chiave per il commercio mondiale di petrolio. L’Iran vuole mantenere il controllo della rotta e introdurre regole di transito gestite dalle proprie forze armate. A questo si aggiunge la richiesta di un pedaggio che può arrivare fino a due milioni di dollari per ogni nave. Una misura che rischia di bloccare il negoziato, visto che molti Paesi considerano quello stretto un passaggio internazionale libero.
Nucleare e sanzioni
Altro scontro riguarda il programma nucleare. Teheran chiede il riconoscimento del diritto ad arricchire uranio per uso civile. Gli Stati Uniti, al contrario, hanno chiesto la rinuncia totale a ogni attività nucleare. Sul fronte economico, l’Iran pretende la rimozione delle sanzioni e lo sblocco dei beni congelati all’estero, stimati tra i 100 e i 120 miliardi di dollari.
Truppe Usa e risarcimenti
Tra le condizioni figura anche il ritiro delle truppe americane dal Medio Oriente, dove sono presenti circa 50 mila soldati. L’Iran chiede poi un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto. Una richiesta che apre un altro fronte, perché anche alcuni Paesi del Golfo potrebbero avanzare pretese simili.
La richiesta di un accordo sotto l’ombrello Onu
L’ultimo punto riguarda il futuro dell’intesa. Teheran vuole che qualsiasi accordo venga approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Una garanzia politica che darebbe più forza al patto e che, sulla carta, può trovare il sostegno della Russia, alleata dell’Iran.
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