Le dichiarazioni di Giorgia Meloni alla Camera sul conflitto in Iran non hanno convinto affatto le opposizioni. Le repliche del centrosinistra sono state infuocate, a partire da quelle di Giuseppe Conte, leader del M5S, tirato in causa proprio dalla stessa premier.
“Anche in un momento così drammatico, presidente Meloni, lei ha perso l’aplomb e ha iniziato a gettare fango”, ha replicato l’ex Presidente del Consiglio, criticando Meloni per la sua “mancanza di coraggio e schiena dritta” che la costringono ad essere “subordinata a Trump”. Con toni duri ha poi aggiunto: “Io non sono mai stato subalterno, a me non sarebbe mai venuto in mente di scendere a un tale livello di spregiudicatezza”.
Conte ha criticato l’assenza di una presa di posizione da parte del governo. “Non condanno né condivido, non ho elementi. Questa è una dichiarazione che non può essere fatta da un capo di governo”, ha spiegato ricordando come la premier non abbia avuto difficoltà a schierarsi su temi più populisti: “Adesso è diventata esperta di tutti i fascicoli, tutte le perizie sulla famiglia del Bosco. Quando si tratta di affrontare la crisi più drammatica degli ultimi anni, lei invece fa la bella addormentata del ‘Bosco’“.
Schlein: “Italia non merita la guerra nel fango”
Elly Schlein ha invitato Meloni a “posare la clava“, spiegando che l’Italia “merita uno spettacolo diverso, non la lotta nel fango in cui vuole portarci”. La leader del Pd ha invitato la premier a dichiarare che il governo esclude l’autorizzazione per l’uso delle basi Usa per sostenere gli attacchi all’Iran.
“Violerebbe l’articolo 11 della Costituzione che dice l’Italia ripudia la guerra“, ha spiegato, per poi ricordare che, parlando degli attacchi militari unilaterali di Trump e Netanyahu, Meloni avrebbe solo preso atto, senza condividere o condannare. “Ci ha messo 12 giorni a dire che questi attacchi sono fuori dal diritto internazionale, ma ora che l’ha detto ne tragga le conseguenze “, ha continuato.
Schlein ha poi concluso il suo intervento con un appello al governo: “Lavorate per difendere il diritto internazionale, lavorate per l’integrazione europea, lavorate per la pace“.
Fratoianni: “Schierarsi è proprio il dovere di Meloni”
Anche Nicola Fratoianni di Avs ha criticato l’assenza di linea della premier. “Non condanno e non approvo, non condanno, né con lo Stato né con le Br”, ha dichiarato, ricordando che anche quando venne ucciso il generale Sulemanì in Iraq, Meloni non disse nulla.
“E invece sa qual è il problema, signora Presidente del Consiglio, che chi fa il Presidente del Consiglio, ma anche chi fa il parlamentare dell’opposizione, ha il dovere di schierarsi”, ha evidenziato.
Giachetti: “L’Italia non può permettersi ambiguità”
Meno duro Roberto Giachetti di IV, che ha voluto sottolineare come in questo delicato momento l’Italia deve scegliere tra essere protagonista della costruzione di un’Europa forte, oppure “rassegnarsi alla marginalità geopolitica”. Proprio per questo, il nostro Paese non può permettersi ambiguità.
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