Appuntamento fissato dall’Associazione Nazionale Amici di Cuba alle 15 a Roma, davanti al Colosseo. Ultima tappa, piazzale Ostiense. Presenti in centinaia, i partecipanti hanno intonato in coro: “Giù le mani da Cuba socialista”. È la mobilitazione organizzata per protestare contro il “bloqueo”, letteralmente “blocco”, l’embargo da parte statunitense che perdura dal 1962 e che è stato inasprito da Donald Trump. Il tycoon ha infatti minacciato dazi doganali per qualunque Paese fornisca petrolio all’isola, che di conseguenza non riesce a importarne da circa tre mesi.
Blackout sistematici, crollo esponenziale del turismo e carenza di carburante. Tutti fattori che pesano sui servizi principali, tra cui quello sanitario e scolastico, ma anche relativamente alla produzione degli alimenti. L’Usb, su questo, era già intervenuto con la campagna Farmaci per Cuba. E la stessa Associazione Amici di Cuba aveva provveduto a inviare dei container per i beni di prima necessità. Mentre insieme a Anpi, Arci e Cgil è stata avviata la raccolta fondi Energia per la vita, volta all’acquisto di pannelli solari che possano garantire l’autonomia elettro-energetica del paese.
Il presidente dell’Associazione Nazionale Amici di Cuba Marco Papacci ha sottolineato che le affermazioni di Trump – il quale ha definito l’isola una “minaccia insolita e straordinaria” – sono in realtà delle “menzogne”. “Per questo al corteo inviteremo a toglierla dalla lista di paesi patrocinatori del terrorismo, perché terrorista è invece chi affama un popolo” – ha rimarcato Papacci qualche giorno fa. Tra coloro che hanno aderito alla manifestazione anche Avs e M5s. E tra la folla sono emersi degli striscioni contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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