Porte chiuse, inviti selezionati e giornalisti tenuti fuori. Peter Thiel, uno dei miliardari più influenti e inquietanti della Silicon Valley, è a Roma per un ciclo di quattro lezioni dedicate al tema dell’Anticristo. Gli incontri si svolgono a Palazzo Taverna, tra piazza Navona e Castel Sant’Angelo, in una sede comunicata agli invitati solo all’ultimo momento. Agli ospiti sarebbe anche stato anche chiesto di lasciare spenti smartphone e strumenti di registrazione, ma pare che alla fine su questa regola si sia preferito soprassedere.
Chi è Peter Thiel
Thiel, nato in Germania e cresciuto negli Stati Uniti, è noto per aver fondato PayPal e per aver creato Palantir, azienda specializzata nell’analisi dei dati utilizzata anche da apparati militari e di intelligence. Negli ultimi anni è diventato una figura centrale della cosiddetta tecnodestra americana: sostenitore di Donald Trump fin dalla prima campagna elettorale e vicino al vicepresidente JD Vance, nutre la pericolosissima convinzione che il sistema democratico sia un freno per il progresso tecnologico e dell’umanità. Secondo Thiel, come secondo il suo socio Alex Karp, e come parecchi dei loro evidentemente poco svegli tirapiedi, il mondo sarebbe un posto certamente migliore se a prendere le decisioni fosse una ristretta élite di miliardari sociopatici del tutto libera dai lacci e lacciuoli imposti dalla legge, dalla democrazia, dall’ambientalismo.
L’agenda romana di Thiel
La prima conferenza romana è durata circa due ore, e sembra abbia provocato parecchi sbadigli. Thiel ha parlato di religione, modernità e geopolitica citando Papa Benedetto XVI e il filosofo russo Vladimir Solov’ëv, autore del Racconto dell’Anticristo. Ha sostenuto che il mondo non stia entrando in una terza guerra mondiale ma in una seconda guerra fredda tra Stati Uniti e Cina, destinata a decidere la supremazia tecnologica globale. E ha ribadito il suo sostegno a Trump: «Qui non va di moda, ma io non sono d’accordo».
A quanto emerge, conferenza a parte l’agenda di Thiel non sarebbe troppo piena. Probabilmente anche in ragione della problematicità del personaggio, Giorgia Meloni ha evitato di fissare incontri ufficiali con lui, e lo stesso vale per il ministro della Difesa Guido Crosetto. Matteo Salvini è l’unico rappresentante del governo ad aver lasciato aperta la porta a un incontro.
Al di là dell’agenda ufficiale di Thiel, però, Palantir e il ministero della Difesa italiano sono già in affari: lo fa presente, tra gli altri, il quotidiano Domani, che ricorda il contratto per la licenza del software Gotham, utilizzato anche dalle forze armate israeliane. A cosa serve? «A spaventare i nemici, e a volte a ucciderli». Parole del socio di Thiel, Alex Karp.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
