La guerra in Medio-Oriente continua a mettere in difficoltà la mobilità: oltre che gli aerei, anche il traffico dei traghetti potrebbe subire degli stop.
A causa della carenza di carburante gli spostamenti via mare potrebbero subire delle variazioni, alcune tratte potrebbero essere cancellate e i prezzi dei biglietti potrebbero salire alle stelle.
Le traversate più minacciate da un’eventuale sospensione sono quelle a lungo raggio. Raggiungere Sardegna e Sicilia potrebbe diventare un’impresa, e la continuità territoriale potrebbe essere compromessa.
L’allarme è stato lanciato da Assarmatori e Confitarma: “Il trasporto marittimo, e nello specifico il comparto dei traghetti, è un elemento essenziale per garantire la continuità territoriale in un Paese come l’Italia. Per questo ci siamo rivolti al governo per chiedere interventi correttivi, che abbiamo ipotizzato in un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio per l’acquisto di carburante”.
La situazione in Sardegna, Toscana e Corsica
In Sardegna si è agito d’anticipo, la raffineria di Sarroch ha contenuto l’emergenza, ma bisogna aspettare i prossimo mesi per capire se la soluzione è davvero efficace.
In Corsica, invece, le navi dirette verso Livorno sono rimaste ancorate al porto, bloccando i turisti nell’isola, a causa di uno sciopero dei pescatori per il caro carburante.
Anche in Calabria ci sono state proteste, in questo caso del “comitato pendolari”, a causa dell’aumento dei prezzi ei ticket per la tratta Calabria-Sicilia.
Intanto alcune compagnie stanno cercando soluzioni alternative: aumentare il numero di passeggeri e merci a bordo, così da distribuire i costi e ridurre l’impatto del rincaro del carburante.
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