Alessandra Todde chiude le porte, almeno per ora, a Roma. Mentre il Movimento 5 Stelle inizia a prepararsi alle politiche del 2027, la prima Presidente donna della Sardegna mette le cose in chiaro e nega la possibilità di un rientro in Parlamento, ma punta dritto alla riconquista della Regione.
«Non ho ambizioni nazionali, voglio rompere la tradizione dell’alternanza», confida in un colloquio all’ANSA. Una sfida non da poco dato che da circa vent’anni nessun Presidente uscente è mai stato riconfermato.
A metà del suo mandato, Todde mette sul tavolo i risultati raggiunti, dalla continuità territoriale alla lotta contro l’abbandono scolastico. Ma è sull’energia che la Governatrice rivendica con orgoglio di aver sbarrato la strada ai colossi dell’eolico e del fotovoltaico. In due anni, nessun grande impianto ha ricevuto il via libera, riuscendo così a frenare quella che lei definisce una “speculazione selvaggia”.
Al Campo Largo serve un programma
Con l’aria delle politiche a livello nazionale, Todde non risparmia consigli (e avvertimenti) alla coalizione del centrosinistra. Sulle primarie, tema carissimo al PD e ai 5 Stelle, ha le idee chiare: «Vengono prima i temi. Lo strumento delle primarie arriva dopo e, se si fa, non deve essere divisivo».
Sul fronte interno, la Governatrice prova a spegnere l’incendio con il PD dopo le tensioni sulle nomine dei manager ASL. La priorità resta la Sanità, con un piano d’attacco contro le liste d’attesa ispirato al modello del Medio Campidano: basta budget a pioggia ai privati, si pagheranno solo le prestazioni specialistiche che servono davvero ai cittadini.
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