lunedì 15 Giugno 2026
Matteo Piantedosi. ANSA_Fabio Frustaci

Oltre mille emendamenti, si allungano i tempi per il Dl Sicurezza

Il decreto dovrà essere convertito entro il 25 aprile. La maggioranza riflette sul divieto del porto di coltelli e valuta la fiducia, le opposizioni si preparano alle barricate

Da Giustino Marai
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il decreto sicurezza procede a rilento al Senato e rischia di trasformarsi in un percorso a ostacoli per la maggioranza. Su 1.215 emendamenti presentati, circa 150 sono stati dichiarati inammissibili, ma ne restano oltre mille da valutare, in larga parte delle opposizioni. Un numero che rende inevitabile l’allungamento dei tempi, con l’esame sospeso in attesa dei pareri della Commissione e destinato a riprendere a breve.

Tempi stretti e ipotesi fiducia

Il calendario è serrato: il decreto è atteso in il 14 o 15 aprile e dovrà essere convertito entro il , passando anche dalla Camera. La maggioranza valuta diverse opzioni per evitare lo stallo: dalla definizione di un pacchetto minimo di modifiche condivise con le opposizioni fino a un unico “corposo” da presentare direttamente in Aula. Questa strategia renderebbe però più complesso un eventuale voto di fiducia: per regolamento, infatti, la fiducia è un voto sull’intero provvedimento, e comporta dunque la decadenza degli emendamenti presentati; l’unico escamotage sarebbe porre la fiducia soltanto dopo l’approvazione dell’emendamento ritenuto prioritario.

Le norme più controverse

Il Dl Sicurezza contiene misure molto discusse: dalle regole sui rimpatri dei al fermo preventivo di 12 ore per i soggetti ritenuti “sospetti o pericolosi”, fino al cosiddetto “scudo penale” che prevede, per chi ha commesso un reato ma invoca una di giustificazione (ad esempio la legittima ), l’iscrizione nel nuovo “registro delle persone interessate ai fatti” anziché nel registro degli . È in particolare su questi punti che si concentra la maggior parte degli emendamenti delle opposizioni, che denunciano l’impatto del decreto sulle libertà civili e sul di manifestazione.

La correzione sui coltelli

Anche il ammette la necessità di correggere alcune parti del Dl Sicurezza, in particolare, l’articolo sul divieto di porto di coltelli. A seguito dell’eliminazione del concetto di “giustificato motivo”, non è infatti prevista alcuna circostanza in cui sia ammesso portare con sé un coltello, neanche per attività lavorative o sportive: al momento, anche un escursionista che ha con sé un coltellino pieghevole tecnicamente rischierebbe la reclusione fino a tre anni e un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. L’obiettivo della maggioranza sarà quindi chiarire quali tipologie rientrino nel divieto e prevedere delle deroghe.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata