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giovedì 23 Aprile, 2026
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Giorgia Meloni ed Edi Rama in visita ai centri per migranti in Albania ph Ansa

Dalla Corte Ue è davvero arrivato un parere positivo sui centri in Albania?

Un avvocato generale della Corte di Giustizia Ue ha sostenuto che il protocollo siglato da Roma e Tirana sia compatibile "in linea di principio" col diritto europeo. L'Italia deve però garantire il rispetto dei diritti dei migranti, perciò la questione resta irrisolta. Bonelli: "Non è neanche un parere vincolante"

Da Redazione
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È sempre più acceso lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla liceità dei centri per migranti in Albania. A riaccendere le polemiche è stata la pronuncia dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Nicholas Emiliou, secondo cui il Protocollo Italia-Albania, che autorizza Roma a istituire e gestire centri di trattenimento e rimpatrio sul territorio albanese sotto giurisdizione italiana, è in linea di principio compatibile con il diritto dell’Unione europea.

Un’affermazione che ha spinto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad intervenire sulla questione per rivendicare la propria proposta. “Una notizia importante che conferma la validità della strada che abbiamo indicato”, ha commentato, chiarendo che i freni posti dalla magistratura italiana in questi ultimi due anni si sarebbero basati su “letture giudiziarie forzate e infondate”.

Una posizione smentita dai membri dell’opposizione. “Per la centesima volta Giorgia Meloni fa un post per dire che l’Europa le dà ragione sui centri in Albania. Per la centesima volta ovviamente non è così”, è intervenuto il deputato del Pd, Matteo Orfini, chiarendo che quella giunta dall’Ue non sarebbe una sentenza ma una semplice dichiarazione di un avvocato della Corte. “Poi, nella dichiarazione in questione, viene segnalato che i diritti dei migranti devono essere pienamente tutelati affinché sia possibile un centro come quello in Albania”, ha ricordato, specificando che proprio su questi termini sarà chiamato a decidere il tribunale dell’Ue.

Bonelli: “Meloni ha poco da festeggiare”

Emiliou ha infatti chiarito che la compatibilità del Protocollo con il diritto UE è valida soltanto a patto che i diritti individuali e le garanzie riconosciuti ai migranti nell’ambito del sistema europeo comune di asilo siano pienamente tutelati. L’Italia, dunque, deve rispettare tutte le garanzie previste dal diritto europeo: diritto all’assistenza legale, all’assistenza linguistica, ai contatti con i familiari e con le autorità competenti. Un passaggio su cui Meloni ha deciso di non soffermarsi. “Intanto, tra un post e l’altro della premier, la violazione dei diritti continua e anche lo spreco immane di risorse pubbliche”, ha concluso Orfini.

In più, la dichiarazione non è legata ad una possibile futura sentenza positiva per il governo da parte dell’Ue. Questa autocelebrazione rischia quindi di trasformarsi in un boomerang. “Meloni sul tema dei centri per migranti ha ben poco da festeggiare”, ha dichiarato il leader di Avs, Angelo Bonelli, specificando che quello espresso dall’avvocato sarebbe un parere non vincolante. “La presidente del Consiglio deve invece rispondere di un fatto gravissimo: quasi un miliardo di euro di soldi pubblici sono stati sperperati per appena 83 migranti”, ha continuato il portavoce di Europa Verde, chiarendo che quelle stesse persone se esaminate in Italia sarebbero costate molto meno ai contribuenti.

Leggi anche: Meloni andrà alle urne a mani vuote. Tra fallimenti e riforme bocciate

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