Matteo Salvini prova a placare i malumori interni alla Lega con una “cabina di regia”, ovvero un tavolo di coordinamento in cui saranno discussi i principali dossier in vista delle elezioni politiche del 2027. Un tentativo di dimostrare che il Carroccio è pronto a cambiare identità e a spingere sui territori, l’unico dossier lasciato scoperto da FdI e Futuro Nazionale.
La cabina di regia, infatti, seguirà di poche ore la chiusura dei gazebo per le primarie per le comunali di Milano. Il 20 e 21 giugno la Lega è pronta a contarsi in una realtà a cui tiene particolarmente. Il Carroccio prova a ricostruirsi, nella consapevolezza che la leadership di Salvini è ormai in affanno. In Veneto sono apparsi nuovi striscioni contro il ministro dei Trasporti e cresce l’apprensione per il ritiro della Lega a Treviso previsto per il 4 e 5 luglio.
Salvini cede alla cabina di regia
A coordinare la riunione di lunedì vi sarà Massimiliano Fedriga. L’ipotesi è accreditata dagli ambienti più vicini al segretario, in quanto il presidente del Friuli Venezia Giulia è visto come una figura di equilibrio tra le varie anime del partito e un possibile argine all’ascesa di Luca Zaia, ex governatore del Veneto ed esponente dell’anima del Nord del Carroccio. Quest’ultimo sembra il nome favorito per prendere le redini del partito, visto lo scetticismo nei confronti di Salvini. Un sondaggio di YouTrend, lo stesso che ha certificato il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega, segna il potenziale complessivo di Zaia al 12,2%.
Al tavolo prenderanno parte i quattro presidenti di Regione, un rappresentante dei Presidenti dei Consigli regionali, i sindaci dei Comuni capoluogo, un rappresentante dei Presidenti di Province e una delegazione di ministri.
Le primarie per il sindaco di Milano
Intanto, dalla mattina del 20 giugno sono aperti i gazebo della Lega a Milano. I cittadini potranno esprimere la loro preferenze sul candidato sindaco liberamente, ma sembra che gli iscritti e gli esponenti del partito siano pronti a sostenere la candidatura dello stesso Salvini a sindaco di Milano. Una magra consolazione vista l’impossibilità di riportare il segretario di partito al Viminale. Il “niet” del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato forte e chiaro con l’invito di Matteo Piantedosi, attuale titolare del Viminale, per fare il punto della situazione.
Eppure, la candidatura di Salvini o di qualsiasi altro nome proveniente dalle fila della Lega rischia di provocare lo sfaldamento della coalizione di governo. FdI e FI sono scettici sulla fuga in avanti del Carroccio e esortano alla cautela. I forzisti rispondono alla proposta di Salvini con l’ipotesi dell’economista Carlo Cottarelli, su cui pesa però il passato nel Pd. Il partito della Presidente del Consiglio, invece, lascia a Ignazio La Russa il compito di gestire la questione. La seconda carica dello Stato ha già più volte sostenuto pubblicamente la scelta di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, come sindaco di Milano. Il timore principale del partito è che il centrodestra decida di correre separato, lasciando la vittoria al campo progressista.
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