Il governo proroga ancora gli sconti sui carburanti per cercare di contenere l’impatto del caro energia.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che estende fino al 6 giugno il taglio delle accise su benzina e diesel e prevede nuovi aiuti agli autotrasporti per scongiurarne lo sciopero. È il quarto intervento dall’inizio della crisi petrolifera legata alle tensioni in Medio Oriente. Probabilmente non sarà l’ultimo.
Gli sconti su diesel e benzina
Il decreto mantiene invariata la riduzione di 5 centesimi sulla benzina, mentre il taglio sul diesel viene dimezzato rispetto alle settimane precedenti, passando da 20 a 10 centesimi al litro. Con l’Iva inclusa, il beneficio finale sarà leggermente superiore: 6,1 centesimi al litro per la benzina, 12,2 (contro i precedenti 24,4) centesimi al litro per il diesel.
Finora gli sconti hanno permesso di mantenere il prezzo medio dei carburanti appena al di sotto della soglia dei due euro: secondo le rilevazioni del Ministero, fino a venerdì il prezzo era di 1,966 euro per la benzina e di 1,974 per il gasolio. Le risorse per la proroga dovrebbero in parte arrivare dal maggior gettito Iva legato ai rincari energetici, ma anche da sanzioni Antitrust e riduzioni di spesa nei ministeri.
Petrolio alto ancora per mesi
Il problema, per Palazzo Chigi, è che la crisi rischia di durare: anche in caso di riapertura di Hormuz, gli analisti prevedono tempi lunghi per normalizzare i flussi energetici. Le stime parlano di un petrolio vicino ai 90 dollari al barile almeno fino alla fine dell’anno.
Ma se il blocco di Hormuz dovesse proseguire, il greggio potrebbe toccare 120 dollari tra luglio e agosto e 150 dollari in autunno. E il peggio potrebbe essere ancora in agguato: secondo un’analisi di Bloomberg Economics rilanciata da Il Corriere della Sera, il picco dell’impatto sull’inflazione globale solitamente si manifesta dopo almeno un anno dallo shock.
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