Un gruppo di tecnici e lavoratori a partita Iva che ha collaborato alla realizzazione di Due spicci, la nuova serie di Zerocalcare, ha segnalato presunti episodi di sfruttamento. Lo riporta Il Giornale, ricordando che sia Netflix, che ha solo acquistato i diritti della serie, sia Michele Rech, ideatore del prodotto, sono del tutto esclusi dalla vicenda. Al momento le segnalazioni restano tali, ovvero non vi sarebbe alcun procedimento aperto sulla questione. Eppure, le segnalazioni al sindacato Unita, che raccoglie artisti, fumettisti e animatori, entrano in conflitto con la storia di un concept che prova proprio a dare voce agli ultimi, a chi subisce i torti e le ingiustizie della società.
La testata ha riferito di aver provato a contattare la Movimenti Production, ovvero la casa di produzione della serie, che ha promesso di richiamare per dare chiarimenti. Al momento, però, non vi sarebbe stato alcun contatto. Le segnalazioni sono giunte a seguito del lancio della serie animata, presentata in anteprima il 24 maggio al Circo Massimo di Roma e uscita sulla piattaforma di streaming tre giorni dopo. A pesare sulla vicenda c’è la consapevolezza che Due spicci ha ottenuto tre milioni di euro dal ministero della Cultura grazie al tax credit.
Le testimonianze dei collaboratori di “Due spicci”
I collaboratori che hanno partecipato alla serie, però, raccontano una presunta realtà debilitante. “Vorrei che si sapesse che nella proposta mi avevano offerto 6 euro lordi. Non ho accettato”, si legge in una delle segnalazioni, in cui si fa riferimento a paghe non allineate al carico di lavoro. Altri riferiscono di contratti a partita Iva con orari estenuanti e con improvvisi aumenti del lavoro che non corrispondevano però all’aumento della paga. “Ci hanno sfruttato fino all’osso, con ritmi disumani”, ha riferito uno dei segnalanti, raccontando che a giugno sarebbe giunta la notizia dell’aggiunta di due episodi. Per ogni lavoratore, quindi, c’erano più frame da realizzare ma la consegna restava la stessa: il mese di agosto.
Un altro collaboratore ha sostenuto di aver concluso il suo lavoro prima della data stimata. A quel punto gli è stato proposto di collaborare ad un altro progetto e, se avesse rifiutato, avrebbe subito la rescissione del contratto e la decurtazione dei soldi previsti da contratto.
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