«Donald è un misogino. Non rispetta le donne, ha dei problemi con loro, in particolare con quelle forti». Con queste parole Mary L. Trump, psicologa e nipote del tycoon, spiega il comportamento dello zio nei confronti della premier Giorgia Meloni. Interpellata dal Corriere della Sera, ribadisce la sua posizione: «È un uomo malato e ciò è vero da moltissimo tempo. Non è mai stato qualificato per essere Presidente degli Stati Uniti».
Per la psicologa, il motivo per cui l’approccio del leader dei repubblicani è così caotico, si deve a una serie di «insicurezze» e alla sua «incapacità di essere gentile». Una combo che lo porterebbe a manifestare un comportamento aggressivo e imprevedibile. Come nel caso degli attacchi contro la presidente del Consiglio. «È una persona debole, se capitoli di fronte a lui, lui trae forza da questo». Mary L. Trump parla anche dell’approccio del segretario generale della NATO Mark Rutte, che arrivò persino a definirlo «daddy» e gli promise che sarebbe riuscito a convincere i Paesi membri a siglare l’impegno relativo all’investimento del 5% del Pil nella difesa.
«È in un grave declino cognitivo»
«Sta invecchiando, ha da decenni ormai disturbi psichiatrici non diagnosticati e non curati, che possono solo peggiorare con il tempo. È in un grave declino cognitivo», ha spiegato al Corriere, «a ciò si aggiunge che oggi ha molto più potere ora di quanto ne avesse, a causa di alcune decisioni orribili della Corte Suprema e perché ha sostituito qualsiasi persona potenzialmente responsabile, informata e competente che lavorava per lui la prima volta, con un mucchio di sicofanti che si preoccupano solo di rimanere nelle sue grazie e del proprio potere».
Ma Mary L. Trump ci tiene anche a smentire il mito del self-made man: «Non è mai stato un uomo di successo. Non è mai stato un uomo che si è fatto da sé. Non è mai stato bravo in niente, se non a manipolare le persone e i media. Penso che dobbiamo cercare di far capire alle persone che a Donald non importa cosa succede a nessuno se non a se stesso. Più diventa disperato, peggio sarà per noi perché se pensa di andare a fondo, ci trascinerà con sé».
La nipote del tycoon ne delinea così, per l’ennesima volta, un profilo psicologico compromesso. Incorniciato da episodi che rimandano a disturbi psichiatrici, megalomania, ricerca costante di approvazione e la «grande paura di essere umiliato». Una catena di fattori che, spiega Mary, provocheranno una degenerazione del suo approccio sui principali dossier internazionali e nei confronti dei suoi stessi alleati. «Si scaglierà sempre di più contro gli altri man mano che le cose peggioreranno», ha concluso.
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