venerdì 26 Giugno 2026
Donald Trump_EPA_Ludovic Marin Pool

«Donald Trump è un misogino. Non rispetta le donne, soprattutto quelle forti»

La nipote del tycoon Mary L. Trump spiega il comportamento dello zio nei confronti della premier Meloni in un'intervista al Corriere della Sera

Da Maria Vittoria Ciocci
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« è un . Non rispetta le donne, ha dei problemi con loro, in particolare con quelle forti». Con queste parole Mary L. , psicologa e nipote del tycoon, spiega il comportamento dello zio nei confronti della Giorgia Meloni. Interpellata dal Corriere della Sera, ribadisce la sua posizione: «È un uomo malato e ciò è vero da moltissimo tempo. Non è mai stato qualificato per essere Presidente degli Stati Uniti».

Per la psicologa, il motivo per cui l’approccio del leader dei è così caotico, si deve a una serie di «insicurezze» e alla sua « di essere gentile». Una combo che lo porterebbe a manifestare un comportamento aggressivo e imprevedibile. Come nel caso degli attacchi contro la presidente del Consiglio. «È una persona debole, se capitoli di fronte a lui, lui trae forza da questo». Mary L. Trump parla anche dell’approccio del segretario generale della , che arrivò persino a definirlo «daddy» e gli promise che sarebbe riuscito a convincere i Paesi membri a siglare l’impegno relativo all’investimento del 5% del nella difesa.

«È in un grave declino cognitivo»

«Sta invecchiando, ha da decenni ormai disturbi psichiatrici non diagnosticati e non curati, che possono solo peggiorare con il tempo. È in un grave declino cognitivo», ha spiegato al Corriere, «a ciò si aggiunge che oggi ha molto più potere ora di quanto ne avesse, a causa di alcune decisioni orribili della Corte Suprema e perché ha sostituito qualsiasi persona potenzialmente responsabile, informata e competente che lavorava per lui la prima volta, con un mucchio di sicofanti che si preoccupano solo di rimanere nelle sue grazie e del proprio potere».

Ma Mary L. Trump ci tiene anche a smentire il mito del self-made man: «Non è mai stato un uomo di successo. Non è mai stato un uomo che si è fatto da sé. Non è mai stato bravo in niente, se non a manipolare le persone e i media. Penso che dobbiamo cercare di far capire alle persone che a Donald non importa cosa succede a nessuno se non a se stesso. Più diventa disperato, peggio sarà per noi perché se pensa di andare a fondo, ci trascinerà con sé».

La nipote del tycoon ne delinea così, per l’ennesima volta, un psicologico compromesso. Incorniciato da episodi che rimandano a disturbi psichiatrici, megalomania, ricerca costante di approvazione e la «grande paura di essere umiliato». Una catena di fattori che, spiega Mary, provocheranno una degenerazione del suo approccio sui principali dossier internazionali e nei confronti dei suoi stessi alleati. «Si scaglierà sempre di più contro gli altri man mano che le cose peggioreranno», ha concluso.

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