“Magari un giorno faccio una sparatoria e poi mi ammazzo” è la frase shock che l’adolescente aveva scritto in alcune chat. Il ragazzo di 17 anni, pescarese, viveva in un mondo parallelo fatto di mitizzazione del massacro della Columbine High School e manuali per costruire esplosivi fatti in casa.
Oggi quel mondo ”parallelo” è diventato realtà, infatti il giovane è stato arrestato su richiesta della Procura dei minori dell’Aquila, segnando il punto di svolta di un’inchiesta della Dda di Brescia che ha svelato una rete di radicalizzazione neofascista e neonazista estesa in tutta Italia.
L’ossessione del massacro
Nelle sue chat definiva “eroi” gli autori della strage della Columbine High School, avvenuta il 20 aprile 1999 in Colorado, dove rimasero uccise 13 persone tra studenti e insegnanti, prima che i due killer decidessero di suicidarsi nella biblioteca della scuola mentre le squadre SWAT circondavano l’edificio.
Il diciassettenne non solo studiava quel massacro, ma ne pianificava i dettagli. “Quando sarò in quinta replicherò la Columbine”, scriveva a luglio sulla scia di un’ossessione che lo aveva spinto a cercare persino la maglietta con la scritta “Natural Selection”, la stessa indossata da Eric Harris durante la strage.
L’indagine, che vede lui a capo ma coinvolge altri sette giovanissimi tra Abruzzo, Toscana ed Emilia Romagna, ha acceso i riflettori su un livello di pericolosità sociale definito “altissimo” dagli inquirenti. Su un gruppo i ragazzi condividevano tecniche di sabotaggio dei servizi pubblici, istruzioni per la creazione di armi chimiche e batteriologiche e addirittura la formula chimica per il TATP, un esplosivo micidiale.

Il bersaglio era già stato individuato: il liceo artistico Misticoni di Pescara. Un istituto che Andrea non frequentava, ma che era diventato il centro dei suoi messaggi diretti a una chat di 30 utenti: “Sono libero di andare a fare una sparatoria al Misticoni”. Curiosamente, la sede di viale Kennedy era già finita al centro delle cronache nel 2025. In quell’occasione, la scuola fu evacuata d’urgenza a causa di una sostanza urticante che provocò malori tra studenti e docenti, richiedendo l’intervento del nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco. Sebbene gli inquirenti chiariscano che non vi è alcun collegamento tra quell’episodio e l’attuale inchiesta, il precedente rende lo scenario ancora più inquietante per una comunità scolastica già segnata dalla paura.
Dalla tastiera al grilletto
L’identità digitale del ragazzo rappresenta tutte le derive più oscure e preoccupanti del web moderno: era da circa tre anni inserito stabilmente in movimenti che puntano a scatenare il collasso della società moderna attraverso atti di violenza estrema. Non solo i killer americani, definiti “santi”, ma anche figure della cronaca nera italiana come Angelo Izzo e Filippo Turetta. Andrea si definiva un Incel (celibe involontario), partecipando attivamente a piattaforme maschiliste caratterizzate da odio profondo verso le donne, negazionismo della Shoah e suprematismo bianco. A spaventare gli investigatori dei Carabinieri era anche la componente tecnologica come ad esempio la stampa 3D di un fucile semiautomatico.
L’arresto ha impedito che Pescara si trasformasse nel teatro di una nuova, drammatica tragedia nazionale.
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