domenica 31 Maggio 2026
Francesca Albanese ph Ansa

Francesca Albanese: “In Israele la tortura sui palestinesi è il sistema. Sono 4mila i desaparecidos”

La relatrice speciale Onu ha condannato le violenze perpetrate dallo Stato ebraico, denunciando l’inazione dell’Italia e dell’Ue: “Lo Stato ebraico gode di una sorta di impunità”

Da Laura Laurenzi
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Francesca Albanese non ha intenzione di smettere di lottare. Nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati ha presentato il suo ultimo rapporto sulla situazione a Gaza. A un giorno di distanza dal ripristino delle sanzioni Usa nei suoi confronti, la giurista ha elencato le ingiustizie, le sopraffazioni e le violenze sistematiche perpetrate da Israele nei confronti della popolazione di Gaza.

Albanese: “A Gaza violenze sistematiche da parte di Israele”

Albanese ha ricordato le aggressioni nelle prigioni dello Stato ebraico, così come i 4mila palestinesi scomparsi dall’ottobre 2023 ad oggi. “Sono persone che sono state arrestate e non si sa che fine hanno fatto”, ha riferito condannando gli atti di violenza e le altre forme di maltrattamento commesse da tutti gli attori coinvolti nel conflitto, compresi i gruppi armati palestinesi. “La tortura non è meramente punitiva, è strategica”, ha spiegato prima di leggere le testimonianze di chi queste sopraffazioni le ha vissute sulla propria pelle.

Manganellate, stupri, morsi di cane e bastonate. In un ciclo infinito che si ripete tutti i giorni. “Israele sembra di aver avocato a sé il diritto di torturare i palestinesi”, ha spiegato la relatrice, aggiungendo che “l’uso così sistematico della tortura è il prodotto di una cultura di normalizzazione e impunità che attraversa la società israeliana e le sue istituzioni”. Albanese ha ricordato come in questo ambiente gli abusi contro i palestinesi non solo vengano tollerati, ma anche autorizzati e giustificati. Per questo sono destinati a protrarsi nel tempo.

La relatrice speciale ha ricordato le responsabilità dei ministri israeliani Smotrich, Ben-Gvir e Katz, ricordati nella sua inchiesta. “Mi auguro che ci siano al più presto dei mandati di arresto, perché i crimini sono evidenti e documentati da anni”, ha spiegato, ricordando che anche in Cisgiordania si continuano a verificare le stesse violenze perpetrare a Gaza. “In questo contesto la tortura non è più una deviazione del sistema, è il sistema. Questo è Israele”, ha concluso.

Albanese: “Italia e Ue non hanno agito contro le sanzioni Usa”

Albanese ha ricordato di godere della protezione delle Nazioni Unite in quanto esperta indipendente e ha poi accusato l’Italia e l’Unione europea di non aver agito in alcun modo a suo favore. “Come è possibile che sanzioni comminate da un Paese terzo abbiano valore in Europa?”, si è chiesta, aggiungendo che l’assenza di una sovranità italiana ed europea di fronte agli Usa dovrebbe essere un motivo di timore. “Soprattutto i sovranisti di questo Paese dovrebbero essere scossi da questa realtà, perché oggi colpisce me, ma domani colpirà chiunque”, ha aggiunto per poi concludere: “C’è una morte civile perché chi è sanzionato non è più indipendente”.

Davanti ai cronisti presenti ha poi ricordato come le sanzioni statunitensi emesse contro di lei siano state bollate da un giudice federale Usa come contrarie alla libertà di parola e di espressione. Eppure, dopo solo una settimana di stop, sono state reintegrate nella loro totalità. Albanese non può tornare negli Usa, non può entrare nella sua abitazione di Washington, non può effettuare transazioni bancarie e non può neanche aprire un conto in Europa. Inoltre, suo marito non può inviarle alcun bonifico. Restrizioni brutali, scelte perché Albanese avrebbe minacciato l’interesse nazionale Usa, avendo rivolto accuse alle aziende statunitensi in relazione alla guerra a Gaza.

Leggi anche: Francesca Albanese è di nuovo nella lista delle persone sanzionate dagli Usa

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