martedì 26 Maggio 2026

I risultati delle comunali e la crisi di Trump per il conflitto in Iran. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 26 marzo

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Da Laura Laurenzi
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Venezia resta al centrodestra

Doccia fredda per il campo largo a Venezia, dove la vittoria di Simone Venturini, sostenuto dalle liste di centrodestra, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Con il 51,1% dei voti ha staccato di ben 12 punti percentuali Andrea Martella, scelto dal campo progressista per guidare la Serenissima, che si è fermato al 39,1%. Anche a Reggio Calabria hanno vinto i partiti di governo con l’idolo social Francesco “Ciccio” Cannizzaro, volato al 66,3% dei consensi. Le Comunali si sono concluse con cinque sindaci di centrosinistra eletti – oltre a Salerno ed Enna dove Vincenzo De Luca e Vladimiro Crisafulli hanno vinto senza il simbolo del Pd – e tre per il centrodestra (Corriere della Sera).

Verso sera, quando i risultati sembrano ormai certi, la segretaria dem, Elly Schlein, cerca di tirare le somme di questa tornata elettorale. “Quando siamo uniti siamo competitivi”, ha ricordato, elencando i successi ottenuti dalla coalizione in queste elezioni. “A Venezia sapevamo che non sarebbe stato facile dopo undici anni di governo di destra”, ha aggiunto, cercando di dare una spiegazione alla sconfitta più dolorosa di queste elezioni. Sulla questione si è espresso anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, secondo cui “per capire chi avrà vinto e perso questo turno di amministrative occorrerà aspettare i ballottaggi tra 15 giorni” (La Repubblica).

Il governo punta alla legge elettorale

Giorgia Meloni ha festeggiato il successo elettorale con un messaggio chiarissimo pubblicato sui suoi canali social: “Anche oggi, il crollo del centrodestra è rimandato a domani”. Un riferimento alle critiche giunte dall’opposizione, che ha dipinto questa tornata elettorale come un vero e proprio test per il governo. Dopo le vittorie a Venezia, Reggio Calabria e altri Comuni, i partiti di governo si preparano a una nuova sfida: la legge elettorale. Meloni vuole accelerare e chiudere al più presto la stagione del dialogo con il centrosinistra per arrivare al voto il prima possibile.

Nella giornata del 26 maggio è prevista la riunione decisiva per individuare le modifiche da operare sul testo della legge elettorale. Gli obiettivi sono far scattare il premio di maggioranza dal 40 al 42%, eliminare i ballottaggi residuali se nessun candidato raggiunge la soglia e premio ridotto fino alla “soglia costituzionale” del 55% alla Camera e del 57% al Senato. Resta da capire se la maggioranza sia disposta a procedere con un nuovo testo così da rendere più semplici le modifiche o se si sceglierà la strada degli emendamenti. In quest’ultimo caso, però, si teme che il centrosinistra possa cercare di far emergere le divisioni interne alla coalizione di governo, non del tutto allineata sul tema delle preferenze (Il Sole 24 Ore).

L’intesa tra Usa e Iran prosegue a rilento

Donald Trump vive un momento di profonda crisi. In qualunque modo possa concludersi il conflitto, il presidente Usa lascerà una parte della sua Nazione scontenta. Il tycoon si mostra tranquillo e sostiene che la Casa Bianca non avrebbe alcuna fretta di raggiungere un accordo con l’Iran. Eppure, le elezioni di Midterm pesano sulle sue spalle come un macigno. Teheran è in vantaggio nelle trattative, in quanto l’attacco militare non ha avuto gli effetti sperati da Trump e Benjamin Netanyahu. In più i Pasdaran continuano ad avere il controllo dello Stretto di Hormuz, tanto da paralizzare il commercio mondiale (Il Messaggero).

Le due parti sono ancora in difficoltà su alcuni dei punti centrali dell’accordo, come il nodo degli armamenti nucleari e le misure di alleggerimento delle sanzioni economiche. Oltre ai democratici, anche alcuni falchi repubblicani hanno iniziato a guardare con sospetto il piano del presidente Usa. A bruciare più di tutti è il paragone con il suo predecessore, il democratico Barack Obama, anch’egli artefice di un’intesa con l’Iran. “Il mio accordo è l’opposto”, ha tuonato Trump sui suoi social, consapevole di aver perso buona parte dei suoi consensi con questo conflitto. Intanto, il 25 maggio Israele ha riferito che Teheran avrebbe ripreso la produzione di missili balistici, lanciatori e altri sistemi d’arma cruciali a un ritmo più veloce del previsto (Il Fatto Quotidiano).

L’enciclica del Papa sull’IA

Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, dedicata alla necessità quotidiana di dimostrarsi umani e di non lasciarsi travolgere da un progresso senza guida. “Magnifica humanitas” tratta la “questione sociale” così cara a Robert Francis Prevost ed entrata in crisi in quello che il pontefice definisce il “tempo dell’intelligenza artificiale”. Il messaggio di fondo è evitare che le scoperte tecnologiche diventino uno “strumento di dominazione, esclusione e morte”. L’appello, quindi, è quello di “rimanere profondamente umani” (Avvenire).

Un’enciclica attuale e incredibilmente lungimirante che sembra anticipare la politica su un tema sempre più scottante. Il Papa mette l’umanità di fronte alla consapevolezza che il vero problema dell’Intelligenza Artificiale non è la tecnologia ma il potere. Prevost chiarisce che i motori degli sviluppi tecnologici non sono più gli Stati ma i privati, che rendono il potere “ancora più difficile da discernere, governare e orientare al bene comune”. La risposta deve risiedere nella trasparenza della gestione e nelle “forme reali di partecipazione”, che rendano questi progetti gestibili e soprattutto utili, di supporto e non finalizzati alla mera sostituzione delle capacità dell’uomo (Il Riformista).

Leggi anche: Alle comunali il centrosinistra trionfa in Toscana e in Emilia. Schlein: “Uniti siamo competitivi”

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