Spaccatura nel centrodestra alla vigilia dell’esame della legge elettorale alla Camera: FdI, Noi Moderati e Udc hanno depositato un emendamento che introduce le preferenze senza le firme di Lega e Forza Italia, ancora scettiche sulla questione. L’ennesima frattura nella maggioranza, a dimostrazione del lento logorio intrapreso dal Governo Meloni.
Nel centrosinistra proseguono invece le consultazioni sulla posizione unitaria da assumere al momento del voto. Alla Camera sono stati depositati oltre 200 emendamenti, tra cui quello del M5S sulle preferenze a firma del capogruppo Riccardo Ricciardi. “Si tratta di vere preferenze davanti alle forzature del centrodestra che prova a truffare gli italiani con i capolista bloccati”.
Le preferenze tra maggioranza e opposizione
Le due proposte sono infatti molto differenti. Nel caso di FdI, Nm e Udc, si prevede che il capolista di ciascuna lista sia bloccato e per gli altri candidati del collegio plurinominale, l’elettore può esprimere fino a tre preferenze. Nel caso di più preferenze espresse queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. Il candidato che segue immediatamente il capolista, però, può essere dello stesso genere di quest’ultimo.
Una forma che secondo i pentastellati non è corretta. La loro proposta infatti prevede il vincolo di genere in ogni lista e la soppressione dell’indicazione del candidato presidente del Consiglio contenuta nel provvedimento.
Il vicepresidente del M5S, Michele Gubitosa, ha spiegato che con l’emendamento del centrodestra solo i partiti con maggior consenso, tendenzialmente uno o due, eleggerebbero alcuni parlamentari con le preferenze. Per il resto si avrebbero quasi esclusivamente dei nominati. Invece, per poter parlare di preferenze è necessario che i cittadini possano davvero scrivere il nome del candidato che prediligono.
Pd, M5S e Avs si preparano a un Aventino
L’opposizione si prepara a dare battaglia in Aula, con la convinzione di non voler permettere l’approvazione di un testo che è stato ritenuto “irricevibile” e “inemendabile” sin dal principio. Visto che la proposta del centrosinistra di scrivere un testo bipartisan sulla nuova legge elettorale è stata ignorata, l’opposizione si prepara anche alla prospettiva di un “Aventino”, ovvero una non partecipazione al voto per evitare il via libera al testo.
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