Si è riunito oggi il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la partecipazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dei ministri competenti e dei vertici militari con l’obiettivo di definire la linea che terrà il nostro Paese rispetto alla guerra in corso.
Cresce la preoccupazione per la stabilità globale
Il Consiglio ha evidenziato come le crescenti iniziative militari stiano indebolendo l’ONU e le istituzioni multilaterali, aggravando un quadro già segnato dall’aggressione russa all’Ucraina. «L’Italia è impegnata a riportare in primo piano la via negoziale e diplomatica», ha sottolineato, ribadendo il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione e condannando senza esitazione gli attacchi ai civili, con un richiamo alla tragica strage della scuola di Minab.
Nessuna partecipazione diretta, massima tutela di cittadini e militari
Il Consiglio ha confermato che l’Italia non entrerà nel conflitto, come già chiarito dalla Presidente del Consiglio. Il Governo punta a garantire la sicurezza dei cittadini italiani nella regione, sostenere i Paesi del Golfo e proteggere i militari già in missione.
Coordinamento europeo e attenzione al Mediterraneo
Fondamentale il coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito per difendere interessi comuni e sicurezza internazionale. Alta l’attenzione ai missili intercettati verso Cipro e Turchia e ai rischi economici ed energetici derivanti dalla crisi in Iran. Gravi le azioni di Teheran, dall’ostruzione della navigazione nello Stretto di Hormuz alle violazioni della risoluzione ONU 1701 in Libano, osservate con preoccupazione dalla comunità internazionale.
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