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domenica 26 Aprile, 2026
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Giuli foto ansa

Il ministro Giuli finanzia con 600 mila euro il film del suo sottosegretario

Il progetto tratto da un romanzo di Giampiero Cannella, esponente di Fratelli D’Italia, ottiene il sostegno pubblico dopo il via libera della commissione che assegna i contributi al cinema

Da Alessio Matta
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Non è la trama di un film d’azione, ma una vicenda che fa discutere. Il nuovo sottosegretario alla Cultura del governo guidato da Giorgia Meloni, Giampiero Cannella, ha ottenuto un finanziamento pubblico di 600 mila euro per la realizzazione di una pellicola tratta da un suo libro. Una scelta che ha acceso polemiche e sollevato dubbi sull’opportunità politica dell’operazione.

Cannella, ex deputato per due legislature prima con Alleanza Nazionale e poi con Fratelli d’Italia, oggi è anche vicesindaco di Palermo. Accanto all’impegno politico coltiva da tempo la passione per la scrittura. Dopo alcuni saggi, ha esordito nella narrativa con “Task Force 45 – Scacco al califfo”, un thriller militare che racconta le missioni di un reparto speciale delle forze armate italiane contro gruppi jihadisti come Al Qaeda, Isis e talebani in Afghanistan. Da quel romanzo è nata una sceneggiatura che ora diventerà un film.

Il via libera della commissione

La sceneggiatura, intitolata “Tf45 – Kilo Point”, è stata esaminata dalla commissione ministeriale che assegna i fondi al cinema. Il progetto ha ricevuto un contributo di 600 mila euro, mentre nello stesso periodo sono stati respinti altri lavori, tra cui un documentario dedicato a Giulio Regeni e l’ultima sceneggiatura firmata da Bernardo Bertolucci.

La decisione ha provocato tensioni all’interno dell’organo di valutazione. Massimo Galimberti, membro della commissione insieme al critico Paolo Mereghetti, ha segnalato l’inopportunità di sostenere economicamente il film di un esponente politico in carica. Dopo quella presa di posizione, entrambi hanno lasciato l’incarico. Il progetto, tra l’altro, aveva già partecipato al bando nel 2024 senza ottenere risorse. Il via libera è arrivato l’anno seguente, dopo il rinnovo della sottocommissione.

Il regista e il precedente sulle foibe

La regia del film è affidata a Massimiliano H. Bruno, autore di un’altra pellicola molto apprezzata negli ambienti della destra politica: “Red Land (Rosso Istria)”, dedicata alle vicende delle foibe e sostenuta con forza da Giorgia Meloni quando era all’opposizione.

Un elemento che rafforza le critiche di chi vede in questo finanziamento un caso delicato sul piano politico. Non tanto per il valore artistico del progetto, quanto per il ruolo istituzionale del suo autore. Quando i soldi pubblici entrano in gioco, il confine tra cultura e potere diventa sottile. E ogni decisione pesa il doppio.

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