Il processo a carico del cardinale Angelo Becciu deve ricominciare da capo. Lo ha deciso la Corte di Appello del Vaticano, decretando la “nullità relativa” del primo grado del processo. Il Monsignore era stato condannato a 5 anni e sei mesi per peculato all’interno dell’inchiesta sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato.
Al centro della questione vi sarebbe una “violazione del diritto di difesa”, come spiegato dagli avvocati del porporato. Sembra che, nel corso del processo, vi sia stato un mancato deposito integrale del fascicolo istruttorio da parte del Promotore di Giustizia. Alcuni documenti sarebbero stati riprodotti coperti da omissis e non nella loro versione integrale. Le difese, poi, hanno contestato che non sarebbero stati “pubblicati tempestivamente” i Rescripta di Papa Francesco con i quali aveva modificato le norme derogando al codice di procedura.
Processo a Becciu: ora che succede?
Ora, sarà necessario ricominciare il dibattimento davanti alla Corte di Appello, la stessa che ha specificato come il dibattimento e la sentenza non siano stati annullati e quindi mantengono i loro effetti. L’Ufficio del Promotore di Giustizia però dovrà depositare in Cancelleria tutti gli atti e i documenti relativi al procedimento. Il Tribunale ha inoltre fissato per il 22 giugno la comparizione delle parti al fine di fissare il calendario delle prossime udienze.
L’ordinanza della Corte d’Appello ha specificato che la questione è inedita, in quanto nelle pronunce dei giudici vaticani non si rinvengono precedenti simili, relativi al deposito parziale del fascicolo istruttorio o al deposito di documenti parzialmente coperti da omissis. In ogni caso, è stato riconosciuto il mancato rispetto del “principio della piena conoscenza di tutti gli atti raccolti durante la fase istruttoria da parte dell’imputato e del suo difensore”. I prossimi mesi saranno dunque cruciali per comprendere la nuova piega che potrebbe prendere il processo a carico di Angelo Becciu.
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