Prosegue lo scontro a distanza tra Washington e il Vaticano. Chi si aspettava che il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance, cattolico, si sarebbe sforzato di mediare tra i due litiganti, anche soltanto per riguadagnare un po’ di consenso tra i cattolici in vista delle elezioni di Midterm, sarà rimasto sorpreso. Sebbene non abbia adottato gli stessi toni da rissa da bar di Trump, non si può certo dire che Vance abbia porto alcun ramoscello d’ulivo.
L’arruolamento di Dio
Durante un evento dell’organizzazione Turning Point USA all’Università della Georgia, Vance ha contestato apertamente le parole del Papa, secondo il quale i discepoli di Cristo “non sono mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe”.
“Dio non era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio non era dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento e quelle persone innocenti, quelle persone che erano sopravvissute all’Olocausto? Credo proprio di sì” ha detto Vance, interpretando alla sua maniera il monito del pontefice e tracciando un parallelo storico tirato per i capelli.
Opinioni diverse
Vance ha precisato di non voler mettere in discussione il ruolo pubblico del Papa, riconoscendo di apprezzarne il ruolo nel dibattito su diversi temi quali l’aborto, l’immigrazione e le “questioni di guerra e di pace”, anche quando si trova in disaccordo: “Possiamo ovviamente avere opinioni diverse su quanto questo o quel conflitto siano giusti”. Ma, ha aggiunto, “Così come è importante che il vice presidente degli Stati Uniti faccia attenzione quando parla di questioni di politica pubblica, allo stesso modo è fondamentale che il Papa faccia attenzione quando parla di questioni teologiche”. Se si vuole esprimere un’opinione su questioni teologiche, “Bisogna assicurarsi che sia ancorata alla verità, ed è una delle cose che cerco di fare, ed è certamente qualcosa che mi aspetto dal clero, sia cattolico che protestante”.
Il contestatore
Il discorso di Vance è stato anche interrotto da un contestatore, che dalle ultime file ha urlato che “Gesù Cristo non appoggia il genocidio”.
Vance ha rivendicato allora il presunto di pace ottenuto da Trump. “Siamo stati noi a risolvere quel problema”, ha dichiarato.
Il problema però è tutt’altro che risolto: sono cessati i bombardamenti indiscriminati su Gaza, ma Israele continua a uccidere e affamare la popolazione, mentre in Cisgiordania proseguono le violenze dei coloni, che col supporto dell’esercito stanno depredando le terre palestinesi. Ma Vance non ha voglia di ascoltare la replica del contestatore: “In questo momento si vedono più aiuti umanitari arrivare a Gaza che in qualsiasi altro momento degli ultimi cinque anni. Abbiamo affrontato con serietà la situazione e abbiamo cercato di risolverla, non solo di lamentarci come fa quella persona”. A quest’ennesima scempiaggine, la sala ha tributato un convinto applauso.
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