mercoledì 15 Luglio 2026
Donald Trump ph Ansa

Il summit Nato ad Ankara parte in salita. Trump attacca ancora Meloni: “Non mi ha aiutato”

Il tycoon ha criticato gli alleati europei che non avrebbero dato il loro sostegno alla guerra in Iran. Il Segretario Rutte ha annunciato nuove intese da 50 miliardi e von der Leyen ha assicurato: "L'Ue sarà più autonoma"

Di Redazione
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Il primo giorno del vertice Nato ad avrebbe dovuto avere come protagonista la difesa. A rubare la scena, anche stavolta, sono stati gli di agli alleati, in particolare l’Italia. Il presidente Usa è tornato a criticare l’approccio di Giorgia Meloni, che “è una brava persona, ma ha commesso l’errore di non sostenermi” nella contro l’Iran. Proprio la richiesta di aiuto agli alleati Nato sarebbe stata una strategia per mettere alla prova i partner per capire se sia utile o no far parte dell’Alleanza Atlantica.

Invece Italia, , Germania e Gran Bretagna lo avrebbero deluso. Ora, il tycoon sembra più deciso nel voler ritirare le truppe Usa dalle basi europee: “Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari se poi loro non ci sono per noi? Noi ci siamo sempre stati per loro”. Trump non si è risparmiato neanche un monito nei confronti dei vertici dei Paesi europei: “Questo continente non è più quello del passato. Senza una posizione politica forte su ed energia rischiate di non esistere più”. Incalzato sul perché abbia deciso di prendere comunque parte a questo summit, ha chiarito di essere presente solo per l’alleato Erdogan, presidente del Paese ospitante.

Meloni sceglie la strategia del silenzio con Trump

Meloni ha scelto la strada del silenzio, preferendo ignorare i nuovi attacchi. La Presidente del Consiglio è atterrata ad Ankara nel tardo pomeriggio di oggi e ha deciso di arrivare leggermente in ritardo alla cena organizzata nel palazzo presidenziale. In questo modo, la premier è arrivata dopo il presidente Usa. Intanto, come segno di , è stato comunicato che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un incontro con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio.

Rutte cerca la sponda di Trump

Nel corso della prima giornata del summit, il segretario della Nato, Mark Rutte, ha cercato di ingraziarsi il tycoon, annunciando intese per 50 miliardi nel settore della difesa. Il messaggio lanciato da Ankara è semplice: i soldi ci sono, ma serve cooperazione, serve mettere a terra i e investire. Sono state annunciate anche nuove collaborazioni tra aziende europee e statunitensi per la produzione e manutenzione di carri Abrams, missili ATACMS e sistemi Stinger direttamente in Europa.

Il ruolo dell’Ucraina nella Nato

Cruciale anche l’apporto dell’Ucraina, considerata ad oggi il Paese con le migliori capacità di difendersi dai droni di attacco. “Credete davvero che abbia senso che un Paese così, con gente così, debba restare fuori dalla Nato? Con noi dentro la Nato sarebbe più sicura”, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky, arrivando al summit.

von der Leyen: “L’Ue non può più esternalizzare la difesa”

Anche la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è detta convinta che sia arrivato il momento per l’Unione europea di svolgere un ruolo più centrale nell’Alleanza atlantica. “L’era in cui l’Europa poteva esternalizzare gran parte della propria difesa è finita”, ha dichiarato nel corso del faccia a faccia con il Segretario generale della Nato.

La Ue ha rivendicato i passi in avanti compiuti finora, chiarendo che con il programma Rearm Europe l’obiettivo è mobilitare fino a 800 miliardi di euro entro il 2030, di cui 150 miliardi destinati agli acquisti congiunti attraverso lo strumento Safe, che conta già 10 accordi da 100 miliardi complessivi. “La Nato si occupa di comando, controllo, capacità e standard, tutto il resto deve essere gestito dall’Europa. L’Ue è cruciale”, ha confermato Rutte. Un approccio che però ancora non accontenta Trump.

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