Il voto bulgaro segna una svolta politica chiara. Gli elettori hanno premiato una figura già nota, scegliendo stabilità e rottura con la linea seguita negli ultimi anni. In Bulgaria trionfa il candidato vicino a Vladimir Putin. L’ex presidente Rumen Radev conquista la maggioranza assoluta in Parlamento con il suo partito Bulgaria Progressista. Con oltre il 60% delle schede scrutinato, la lista guidata dall’ex generale ottiene circa il 45% dei voti e almeno 132 seggi su 240. Un vantaggio netto sugli avversari, rimasti distanti.
Radev ha parlato di “vittoria della speranza sulla sfiducia”, rivendicando un mandato chiaro. Il suo messaggio è diretto: combattere la corruzione e difendere gli interessi nazionali. Ma c’è anche un altro punto centrale, quello dei rapporti con la Russia. Durante la campagna elettorale ha criticato l’invio di armi all’Ucraina, allineandosi alle posizioni di Ungheria e Slovacchia.
Il nuovo leader non mette in discussione l’appartenenza alla Unione europea, da cui il Paese trae fondi e sostegno economico dal 2007. Però chiede un cambio di rotta. Secondo lui l’Europa ha perso contatto con la realtà e deve adottare un approccio più pragmatico.
Un dato colpisce più di tutti: l’affluenza sopra il 50%, la più alta dal 2021. Dopo anni di disillusione, molti cittadini sono tornati alle urne. Segno che una parte del Paese vede in Radev un’occasione per voltare pagina. Ora inizia la fase più difficile. Governare con una maggioranza ampia offre forza politica, ma anche responsabilità. Le promesse fatte in campagna elettorale dovranno trasformarsi in risultati concreti. In caso contrario, l’entusiasmo potrebbe svanire in fretta.
Leggi anche: America sequestra nave iraniana. Teheran: “Ci vendicheremo”
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
