A Stade, in Germania, nel primo pomeriggio del 29 giugno sei persone sono state uccise in una sparatoria in una casa famiglia. L’ipotesi principale è che si tratti di una strage familiare ma, qualunque siano le ragioni di un gesto così violento, in Germania l’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulla necessità di regolamentare in maniera più restrittiva il controllo delle armi da fuoco in un Paese in cui la violenza sembra essere sempre più all’ordine del giorno.
Quello avvenuto nella Bassa Sassonia è infatti solo l’ultima di una lunga serie di stragi messe in atto da uomini armati nel Paese. Anche se la normativa sulle armi di Berlino è tra le più restrittive d’Europa, gli atti violenti sembrano moltiplicarsi e terrorizzare la popolazione. L’ultimo rapporto dell’Ufficio della polizia criminale tedesca (Bka), dimostra che i reati che contemplano l’uso di armi da fuoco continuano a crescere. La Germania è infatti passata dai 7.955 casi del 2021 ai 9.460 del 2024.
La strage dei Testimoni di Geova ad Amburgo
Alcuni episodi, però, hanno sconvolto la Germania più di altri. Nel 2023, un ex membro dei Testimoni di Geova aprì il fuoco durante una funzione religiosa in una sala che ospitava una riunione della congregazione ad Amburgo. Uccise sette persone, tra cui un bambino non ancora nato, ne ferì altre otto e si suicidò durante l’intervento della polizia. L’episodio riaccese il dibattito sui controlli per il rilascio del porto d’armi e sulla prevenzione dei disturbi psichici.
La sparatoria ad Hanau
Pochi anni prima, nel 2020, un uomo con convinzioni razziste ed estremiste di destra aprì il fuoco in due bar di Hanau. Vennero uccise nove persone, quasi tutte di origine straniera. Anche in questo caso l’aggressore si suicidò prima di essere arrestato.
L’aggressione di Monaco di Baviera
Nel 2016, invece, un ragazzo di appena 18 anni sparò all’interno del centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera, uccidendo nove persone e ferendone diverse altre, prima di suicidarsi. Le indagini permisero di scoprire che il ragazzo era ossessionato dalle stragi di massa.
Le due stragi a scuola
Nel 2009 fu il turno di una strage in una scuola. Un ragazzo di 17 anni uccise studenti e insegnanti del suo ex istituto a Winnenden. Aprì il fuoco anche in strada e uccise in totale 15 persone prima di togliersi la vita. Dopo questo episodio, la Germania introdusse controlli più severi sulla custodia delle armi detenute legalmente.
Uno dei primi casi risale al 2002, quando un 19enne fece irruzione nel liceo Gutenberg di Erfurt, in Turingia, uccidendo 16 persone, tra docenti, studenti e un agente di polizia, prima di togliersi la vita. Finora è la più grave sparatoria scolastica nella storia della Germania e portò a una profonda revisione della normativa sulle armi da fuoco.
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