“Oscurità eterna” è l’inquietante nome scelto da Israele per l’operazione militare in corso da diverse ore in Libano. Una serie di raid devastanti messi in atto mentre è in corso un cessate il fuoco di 15 giorni, che hanno provocato centinaia tra morti e feriti. Secondo le Idf in soli 10 minuti sono state sganciate sul territorio di Beirut 160 bombe grazie all’impiego di 50 caccia in volo simultaneo. Gli obiettivi colpiti sarebbero almeno 100 centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture militari a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale.
Un raid dalla potenza brutale che ha ovviamente provocato numerose vittime civili. “La situazione è grave e caotica”, ha riferito Medici Senza Frontiere, sostenendo che negli ospedali libanesi continuano ad arrivare pazienti con ferite da schegge ed emorragie gravi. Il ministero della Salute libanese ha confermato per ora 89 morti e 722 feriti. Una bambina di 6 anni ha perso la sua intera famiglia, mentre molte altre sono state sterminate proprio mentre festeggiavano l’accordo per il cessate il fuoco di 15 giorni.
Proprio su questa intesa restano i dubbi più grandi. Stati Uniti, Israele e Iran concordano sul fatto che il cessate il fuoco sia entrato in vigore, ma restano forti divergenze su contenuti e modalità dell’intesa. Il presidente Usa, Donald Trump, ha chiarito che il Libano non sarebbe incluso nella tregua a causa della presenza di Hezbollah, per cui gli attacchi di Israele sarebbero leciti. “Si tratta di una scaramuccia a parte”, ha poi aggiunto ai microfoni di PBS News Hour.
La tregua in bilico a causa dei raid in Libano
Una presa di posizione che non ha affatto soddisfatto l’Iran. La Repubblica islamica ha infatti dichiarato di voler partecipare ai colloqui di pace con gli Stati Uniti in Pakistan solo se la tregua raggiunta questa notte comprenderà anche il Libano. A riportarlo il Wall Street Journal, che ha poi annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz decisa da Teheran come messaggio per gli Usa. Senza la tregua in Libano, le navi mercantili non potranno continuare a transitare nello snodo chiave.
Inoltre, nelle prime ore della tregua sono stati denunciati attacchi contro infrastrutture petrolifere in Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Un possibile inizio dell’escalation annunciata dall’Iran, che potrebbe quindi peggiorare nel caso in cui Israele decidesse di continuare a non rispettare il cessate il fuoco.
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