La tregua c’è, ma è fragile. Il cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano, annunciato dal presidente Usa Donald Trump, è entrato in vigore giovedì alle 23 ora italiana, ma già nelle ore successive sono state denunciate le prime violazioni.
L’annuncio di Trump
L’annuncio è arrivato via social: “I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni a Washington con il grande segretario di Stato Marco Rubio”, ha scritto Trump, rivendicando il risultato con i consueti toni trionfalistici: “È stato un onore risolvere 9 guerre nel mondo, questa sarà la decima”. Poi l’avvertimento: “Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo di tempo”.
Il presidente ha anche indicato una possibile roadmap diplomatica, spiegando di voler “invitare i due leader alla Casa Bianca per i primi significativi colloqui tra Israele e Libano dal 1983” e stimando che l’incontro possa tenersi “entro le prossime due settimane”. “Ho dato disposizioni al vicepresidente JD Vance, al segretario di Stato Rubio, insieme al capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, di lavorare con Israele e Libano per arrivare ad una pace duratura”, ha aggiunto.
Le difficoltà e le prime violazioni
Sul terreno, però, le distanze restano profonde. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che Israele non si ritirerà dal sud del Libano: “Rimarremo in una zona di sicurezza di 10 km, questo ci consentirà di evitare incursioni nelle comunità e prevenire il lancio di missili anticarro” da parte di Hezbollah. “Non ce ne andiamo”.
Per Israele, che nell’accordo si è riservato il diritto di “adottare tutte le misure necessarie per autodifesa, in qualsiasi momento, contro attacchi pianificati, imminenti o in corso” anche durante la cessazione delle ostilità, non potrà esservi alcuna pace duratura senza il disarmo di Hezbollah.
Dal lato opposto, Hezbollah si dice disposto a rispettare la tregua, ma solo “finché le forze di occupazione fermano la loro aggressione e non violano il cessate il fuoco”. Condizione che sarebbe già di fatto decaduto: a poche ore dall’entrata in vigore dell’accordo, l’esercito libanese ha infatti denunciato “diversi attacchi israeliani, oltre a bombardamenti intermittenti” e Israele ha segnalato un possibile attacco nel nord che Hezbollah ha rivendicato come un’azione “in risposta” alle incursioni.
Le reazioni internazionali
Dalla comunità internazionale arrivano segnali di sostegno ma a dominare è inevitabilmente la prudenza.
Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha auspicato un’estensione del cessate il fuoco, mentre la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha affidato a X il proprio messaggio: “Accolgo con favore il cessate il fuoco di 10 giorni annunciato tra Israele e Libano, mediato dal Presidente Trump”, ha scritto. “È un sollievo, poiché questo conflitto ha già mietuto troppe vittime”
“L’annuncio di un cessate il fuoco tra Libano e Israele è un’eccellente notizia e mi congratulo con i Governi libanese e israeliano per aver raggiunto questo importante risultato grazie alla mediazione degli Stati Uniti”, ha dichiarato invece Giorgia Meloni, che nella stessa nota ha scaricato su Hezbollah la responsabilità del conflitto. “Auspico inoltre che il cessate il fuoco possa creare le condizioni per il successo dei negoziati tra Israele e Libano portando ad una pace piena e duratura”, ha concluso.
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