venerdì 16 Ottobre 2026
Caccia, legge sparatutto

In Senato arriva la legge «Sparatutto» sulla caccia

Il testo che porta la prima firma di Lucio Malan (FdI) allarma gli animalisti. Secondo i sondaggi Ipsos la maggior parte degli italiani è fortemente contraria

Di Maria Vittoria Ciocci
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Il 1552 sulla caccia – a prima firma del senatore FdI Lucio Malan – passa al vaglio di Palazzo Madama, dove si prospetta un duro tra maggioranza e . Ma anche nella coalizione di centrodestra non tutti sono convinti di approvarlo. Michela Vittoria , deputata di Noi Moderati e presidente dell’intergruppo parlamentare per i degli animali, afferma: «Ci batteremo sempre contro la caccia in ogni sua forma, con l’obiettivo di abolirla del tutto, utilizzando qualsiasi strumento legale possibile, incluso il referendum».

Se così fosse il ddl avrebbe vita breve. Secondo due recenti sondaggi dell’Istituto Piepoli e Ipsos per Fondazione Cappellino, i cittadini italiani non solo non nutrono interesse per l’, ma sono profondamente contrari sul dietrofront relativo alle limitazioni in vigore. La norma, infatti, riguarda solo 500 mila cacciatori. Un numero troppo esiguo per bloccare il Senato, dato che sono stati presentati circa un migliaio di emendamenti. Anche in funzione di quanto affermato dall’UE, che ha rilevato forti elementi di incompatibilità con il comunitario. Eppure, per la maggioranza – o meglio: parte della maggioranza – i cacciatori sono dei «bioregolatori».

«Sparatutto»

Il testo alleggerisce fortemente le linee rosse per l’attività venatoria. Non solo aumenta il numero di specie che è possibile cacciare, ma concede anche il via libera alla cattura di richiami vivi – quindi uccelli che vengono utilizzati in un secondo momento per attirare le prede, ndr –, la possibilità di cacciare anche nelle aree protette e durante il periodo di migrazione pre-riproduttiva, l’utilizzo di visori notturni e silenziatori e cacciare gli animali nei territori nevosi.

Ma soprattutto depotenzia l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra), che ha il compito di fornire pareri scientifici sull’esecuzione dell’attività venatoria. Per questo la legge è stata ribattezzata «Sparatutto». E manca, per fortuna, l’autorizzazione all’utilizzo dei fucili a partire dai 16 anni. Ritirata, per forza di cose, in seconda .

La maggioranza, come fa troppo spesso, ha tentato di procedere con l’approvazione attraverso l’espediente del legge. Che tuttavia non ha trovato riscontro, in quanto il contenuto del ddl non presentava estremi che potessero giustificarne l’urgenza. Rimane però un tema su cui l’attuale si batte dall’alba dell’insediamento a Palazzo Chigi e che gli animalisti temono veda effettivamente esecuzione nei prossimi mesi.

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