googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
giovedì 23 Aprile, 2026
Logo La Sintesi
Piazza a Teheran. Foto dal web

Raffica di arresti in Iran: 127 accusati di spionaggio

Mai morbida con gli oppositori, nell'ultimo anno Teheran ha ulteriormente stretto la morsa. Il reato è punito con la pena capitale

Da Sergio Di Laccio
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Nuova ondata di arresti in Iran nella stretta contro presunte reti di spionaggio legate a potenze straniere. Almeno 127 persone sono state fermate con accuse che includono collaborazione con Stati Uniti, Israele e Regno Unito, oltre all’organizzazione di proteste e attività ostili. Lo riferisce l’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione.

Arresti in tre province

Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, gli arresti hanno interessato tre province: 69 sarebbero avvenuti nel settentrione del paese, in Mazandaran, 51 in Kerman, la regione a sud-est, e 7 nel nord-ovest, nel cosiddetto Azerbaigian Orientale. Tra i fermati figurerebbero presunti membri di reti di spionaggio, cellule armate legate a gruppi di opposizione e persone accusate di aver reclutato individui per proteste e disordini, definiti dalle autorità “azioni preparatorie” a operazioni militari nemiche. Durante le operazioni sarebbero state sequestrate armi, apparecchiature di comunicazione e altro materiale.
Il capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha dichiarato che i “nemici” devono essere puniti e chiamati a risarcire i danni di guerra.

La stretta nell’ultimo anno

La repressione contro presunti infiltrati non è una novità, ma si è intensificata dopo il conflitto dello scorso anno con Israele e Stati Uniti.
Dal 13 giugno 2025, quando iniziò la cosiddetta Guerra dei dodici giorni, Teheran ha moltiplicato arresti e operazioni di sicurezza. Solo nelle settimane successive, le autorità hanno fermato centinaia di persone accusate di collaborare con “nemici” esterni.
Anche nei mesi più recenti il ritmo non è calato: a marzo il ministero dell’Intelligence ha annunciato altri arresti per spionaggio, mentre i bilanci ufficiali parlano di oltre 500 fermati dall’inizio delle tensioni. Nel mirino finiscono oppositori politici, attivisti, minoranze e presunti simpatizzanti di gruppi ostili, considerati mercenari al servizio di potenze straniere.

Prevista la pena capitale

Il quadro giuridico iraniano lascia ampio spazio all’interpretazione del giudice: reati come moharebeh (“Guerra contro Dio”) ed efsad fel-arz (“Corruzione sulla terra”) permettono di punire con la pena di morte condotte molto diverse, dalla collaborazione con governi ostili alla diffusione di informazioni considerate destabilizzanti dal regime.
Organizzazioni come Amnesty International denunciano il ripetersi di procedimenti sommari, sparizioni forzate e confessioni estorte, mentre le autorità continuano a spingere per processi rapidi, ritenuti necessari per dissuadere le attività ostili. Le nuove norme al vaglio del Parlamento, intanto, puntano a rendere automatico il ricorso alla pena capitale nei casi di spionaggio.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata