lunedì 15 Giugno 2026
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La guerra di Trump è un fallimento. L’Iran ha ancora il 70% dei missili balistici

Sotto le bombe e le minacce, Teheran conserva gran parte del suo arsenale e dimostra che la pressione militare statunitense non ha raggiunto l'obiettivo dichiarato

Da Redazione
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Nelle intenzioni del presidente americano , il pugno duro contro l’Iran avrebbe dovuto costringere il alla resa e disarmarne le ambizioni militari. I numeri raccontano altro. Dopo settimane di raid e tensioni, Teheran dispone ancora della gran parte del suo arsenale missilistico. Un dato che pesa e che mette in discussione l’efficacia dell’intera operazione.

Secondo valutazioni dell’intelligence statunitense riportate dal New York Times, l’Iran ha ancora accesso a circa il 70% delle scorte di missili balistici presenti prima del . Non solo. Le forze militari conservano anche il 60% dei lanciatori e il 40% dei droni. In sostanza, la struttura militare iraniana ha subito colpi, ma non è stata spezzata. Il entrato in vigore l’8 aprile aveva lasciato l’Iran con circa metà dei suoi lanciatori. Da allora la situazione è cambiata. L’esercito ha anche recuperato e rimesso in funzione oltre cento piattaforme di lancio nascoste o sepolte sotto terra. Un segnale chiaro: la macchina militare non era fragile come molti pensavano.

‘è poi un altro elemento che rafforza questa lettura. Gli iraniani stanno lavorando per recuperare i missili rimasti sotto le macerie dopo gli attacchi di Washington e Tel Aviv. Quando queste operazioni saranno concluse, l’arsenale tornerà vicino ai livelli precedenti alla guerra. Il risultato è evidente. La strategia della forza non ha portato al risultato promesso. L’Iran non è stato disarmato, non è stato isolato e non ha ceduto sul piano militare. Anzi, ha dimostrato una capacità di che cambia gli equilibri nella regione.

Per questo la guerra della appare oggi per quello che è: un conflitto costoso, rischioso e, nei fatti, fallimentare. I missili sono ancora lì. E con loro resta intatta la che si voleva eliminare.

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