Dopo la maratona di ieri durata dieci ore a causa degli oltre 1000 emendamenti presentati dalle opposizioni, il Senato ha approvato il decreto Sicurezza con 96 voti favorevoli e 46 contrari. Ora la palla passa alla Camera, che dovrà convertire il decreto in legge entro il 25 aprile per evitarne la decadenza.
I senatori delle opposizioni hanno protestato mostrando cartelli rossi con la scritta ‘Governo Meloni: meno sicurezza meno diritti’ e ‘Governo Meloni: zero risorse zero sicurezza”.
Boccia (PD): “Rende il nostro Paese un Far West”
“Cosa resterà di questa legislatura?” aveva chiesto il presidente dei senatori del PD Francesco Boccia a Omnibus, su La7, prima che il Senato approvasse il Dl. “Saranno quattro decreti Sicurezza, quattro decreti immigrazione. I problemi non sono stati risolti: quando non si previene significa che non si è in grado di governare. Questo sarà non solo il quarto decreto Sicurezza, ma è il quarto decreto che crea problemi nelle carceri, un decreto senza senso, e quindi sconti a Meloni non si fanno, nessun giorno della settimana”. E prosegue: “Questo decreto Sicurezza non aumenta la Sicurezza ma rende il nostro Paese un Far West e restringe i diritti”.
Cataldi (M5S): “Colpisce i lavavetri ma protegge i corrotti”
Duro anche il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Cataldi, che in Aula, in dichiarazione di voto, risponde direttamente a Maurizio Gasparri, che aveva accusato l’opposizione di farsi dettare l’agenda dai centri sociali. “Senatore Gasparri, non vi farete dettare l’agenda dai centri sociali ma ve la fate dettare dalla narrazione mediatica. Tutto quello che leggete sui giornali il giorno dopo diventa un decreto legge, non stiamo convertendo un decreto, stiamo convertendo una rassegna stampa scritta male. Dopo questi tre anni mezzi di governo dovranno avere paura i venditori di rose, i lavavetri ma potrà stare tranquillo chi fa affari sporchi al telefono perché non si potrà intercettare più, l’assessore che truffa l’appalto, il faccendiere che truffa”.
De Cristofaro (AVS): “Un’arma di distrazione di massa”
Per Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs al Senato, il Dl Sicurezza è “un’arma di distrazione di massa utilizzata per nascondere il fallimento del governo sulle politiche sociali. Ma”, aggiunge, “c’è dentro anche un disegno, un progetto di torsione della democrazia che punta a cambiare i connotati delle Repubblica democratica, utilizzando un clima di paura e ricerca del nemico”.
De Cristofaro “Prendiamo un impegno con gli elettori. Quando toccherà a noi, e a noi toccherà molto preso, di questo decreto non resterà più nulla”.
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