L’opposizione ha chiesto la sospensione dei lavori di commissione sul dl Sicurezza al fine di svolgere approfondimenti sul testo dopo le indiscrezioni de Il Fatto Quotidiano su un possibile allarme del Colle sul provvedimento. Al centro della questione c’è sempre la norma riguardante i rimpatri forzati e il bonus economico agli avvocati che decideranno di seguire gli stranieri per il ritorno in patria. Il pericolo è che, pur con il via libera del Parlamento, il decreto non ottenga la firma del Presidente della Repubblica.
“Emerge la necessità di fermare i lavori per tutti gli accertamenti del caso”, ha spiegato il deputato del Pd, Federico Gianassi, seguito poi dalla deputata pentastellata Carmela Auriemma: “Siamo preoccupati perché sarebbe uno strappo brutto e doloroso”. Il deputato di Avs, Filiberto Zaratti, si è aggiunto ai colleghi: “Se vogliamo evitare una straziante contrapposizione dannosa per le istituzioni torno a chiedere di sospendere i lavori”.
Anche la Lega si è unita all’opposizione, con Gianangelo Bof, che è intervenuto per chiedere che queste indiscrezioni vengano estese anche agli organi istituzionali. Il presidente della I Commissione Nazario Pagano di FI ha invece chiarito che “la seduta non si può interrompere perché l’ipotesi di contrarietà dell’ufficio legislativo del Colle non ci è pervenuta”.
L’opposizione fa muro al dl Sicurezza
La richiesta del centrosinistra fa seguito alla protesta messa in atto questa mattina di fronte all’impossibilità di esprimere il proprio dissenso sul decreto in Aula. “Come si fa a consentire un’umiliazione tale della Camera che si presiede?”, ha chiesto la deputata del Pd Laura Boldrini, riferendosi al presidente Lorenzo Fontana, seguita poi da molti altri esponenti del centrosinistra.
“Una buffonata prevedere tempistiche talmente rigide da non poter svolgere il nostro lavoro”, ha invece dichiarato la pentastellata Valentina D’Orso, criticando la posizione assunta dalla maggioranza. Roberto Giachetti di Iv ha annunciato di voler abbandonare i lavori come critica contro “la definitiva distruzione delle prerogative parlamentari”.
A mostrare una certa contrarietà al decreto è anche l’avvocatura civilista. “La difesa deve restare libera, autonoma, priva di qualunque sovrapposizione tra interesse del cliente, interesse dello Stato e interesse economico del difensore”, hanno spiegato le Camere civili, chiarendo di non voler accettare soluzioni che indeboliscono il diritto di difesa e alterano il ruolo dell’avvocato. La loro richiesta, dunque, è l’eliminazione completa della norma dal dl Sicurezza.
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