giovedì 13 Agosto 2026

Da Trump contro Meloni al rischio recessione globale. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 15 aprile

In Sintesi, le principali notizie dall'Italia e dall'estero

Di Giustino Marai
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La de La Sintesi. Cosa trovate sui quotidiani di oggi.

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Le parole del presidente americano contro (“È lei che è inaccettabile”, “Sono scioccato, pensavo avesse coraggio”) si guadagnano inevitabilmente tutte le prime pagine. Per La Stampa, le 9 ore trascorse tra l’attacco di Trump al e la sua condanna sono servite a riflettere su quale fosse la strategia migliore anche dal punto di vista elettorale: la reazione di Trump era considerata probabile, ma Meloni e i suoi hanno ritenuto più utile con Leone XIV.
Schlein si schiera in difesa di Meloni.

Il nuovo monito del Papa

“Dio non sta con i prepotenti”. Il Papa non lascia l’ultima parola a Trump né al suo vice JD Vance, che lo aveva invitato a occuparsi solo di morale. Da Annaba, prima tappa del suo viaggio apostolico in Africa, dice che “il di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”.

Lo spettro della recessione globale

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto fortemente al ribasso le stime per l’anno in corso. La guerra nel Persico e il blocco dello Stretto di possono provocare una recessione globale.
“Il taglio”, spiega Il Sole 24 Ore, “non risparmia l’Italia: l’Fmi ha ribassato le stime di crescita allo 0,5% nel 2026 e nel 2027”.

Fiducia nel piano di pace cinese

Un accordo tra Usa e è ancora possibile nonostante il fallimento dei negoziati di Islamabad. Il nuovo piano, messo a punto dalla , è già stato sottoposto alle parti in conflitto. Per Il Messaggero, “Le borse credono alla tregua”.

Salta l’accordo con Israele

Su molte testate ottiene spazio anche la notizia della sospensione del memorandum Italia-Israele decisa dal governo. In vigore dal 2005, l’accordo regola la cooperazione industriale, gli scambi tecnologici, l’addestramento e i trasferimenti nel settore della difesa tra i due Paesi.

L’omicidio di Massa

Uno degli arrestati per l’omicidio di Giacomo Buongiorni, ucciso a calci e pugni davanti al figlio undicenne, è una promessa della boxe. Sarebbe stato lui a sferrare il pugno che avrebbe fatto crollare a terra l’uomo.

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