lunedì 15 Giugno 2026
Adolfo Urso convoca tavolo nazionale

“Iran? Negoziati falliti perché mancava il vino”. La surreale tesi del ministro Urso

Gli accordi di pace sarebbero saltati perché le delegazioni non si sono riunite "intorno a una tavola imbandita"

Da Maria Vittoria Ciocci
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“Purtroppo è mancato il a Islamabad e questo ci fa riflettere”. Il ministro del Adolfo Urso ha una visione tutta sua del colloquio che ha visto l’incontro delle delegazioni di Washington e in Pakistan. “Il fondamentalismo islamico proibisce l’utilizzo del vino – continua – se ci fosse stato i negoziatori iraniani sarebbero più consapevoli di cosa significa convivere nel mondo”.

E aggiunge: “Il vino è nella storia della civiltà del nostro Paese l’elemento centrale. Una volta gli accordi di pace si siglavano intorno a una tavola imbandita, perché creava il clima giusto”. Ha sentenziato così, intercettato da The Journalai durante il Vinitaly. Forse un modo goffo di sponsorizzare i prodotti nostrani, ma che si è tradotto in una diventata in poco tempo virale in rete.

Tra i commenti degli utenti, non ha resistito neppure il leader di Italia Viva Matteo Renzi: “Ormai Urso è oltre ogni immaginazione. Ma perché la non lo ha lasciato in Iran, dove pure lui si trovava così bene prima che lo riportasse al ?”.

Ma il ministro del Made in Italy non è l’unico a ritenere imprescindibile la presenza di vino e prelibatezze durante le discussioni diplomatiche. Nel maggio del 2024, in occasione dell’evento Divina Nazione, il ministro della Francesco Lollobrigida aveva affermato: “Quante non ci sarebbero state di fronte a cene ben organizzate?”. Insomma, il segreto sta tutto lì: prendere le delegazioni per lo stomaco. Gli interessi nazionali poco importano.

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