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sabato 18 Aprile, 2026
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Iran chiede tregua in Libano ph X

Iran: “Parteciperemo ai colloqui solo quando in Libano ci sarà una tregua”

Lo ha chiarito il presidente del parlamento di Teheran, Mohammad Ghalibaf. "Siamo in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco", ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir

Da Laura Laurenzi
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Senza l’entrata in vigore del cessate il fuoco in Libano e il rilascio dei beni congelati dell’Iran, Teheran non ha intenzione di sedersi al tavolo dei negoziati con Usa e Israele previsto per domani a Islamabad, in Pakistan. Lo ha annunciato con un messaggio su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf.

La Repubblica islamica e il Paese dei cedri hanno nuovamente dimostrato di non essere pronti a piegarsi al volere di Washington e Tel Aviv. “Queste due condizioni devono essere soddisfatte prima dell’inizio dei negoziati”, ha spiegato Ghalibaf, proprio alla vigilia dell’inizio di questi colloqui. Un tentativo di riportare la pace in Libano, dove ormai da giorni i bombardamenti di Israele continuano a provocare distruzione e morti tra i civili. “Siamo in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco”, ha dichiarato oggi il capo di Stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, chiarendo le intenzioni del suo governo.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha spiegato ieri che il Libano non era incluso nell’accordo di cessate il fuoco, per cui quanto messo in atto da Israele sarebbe più che lecito. “Si tratta di una scaramuccia separata”, ha dichiarato il tycoon, allontanando da sé ogni responsabilità su quanto sta avvenendo in questi giorni a Beirut.

“Telefonata tesa tra Trump e Netanyahu su Libano e Iran”

Secondo quanto riferito dalla CNN, però, sembra che poco prima che Israele annunciasse l’intenzione di avviare colloqui diretti con il Libano per il cessate il fuoco, vi sarebbe stata una telefonata “molto tesa” tra Trump e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. La testata ha ricostruito che martedì, poco prima del cessate il fuoco tra Usa e Iran, il premier di Tel Aviv avrebbe fatto pressioni sul tycoon per mantenere il Libano separato dal quadro del cessate-il-fuoco.

I due si sarebbero poi sentiti nuovamente il giorno successivo, con Trump che avrebbe chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi contro Hezbollah in Libano. Le vittime, infatti, sarebbero state eccessive. Il contenuto della telefonata avvenuta ieri, invece, è segreto, ma sembra che i due leader abbiano avuto una discussione e che Netanyahu abbia compreso che senza un’apertura a possibili colloqui, Trump avrebbe potuto imporre un cessate il fuoco tra Libano e Israele.

In risposta a questa ricostruzione, l’ufficio di Netanyahu ha definito la descrizione della telefonata “tesa” con Trump una “fake news“, affermando che si è trattato di una conversazione “amichevole”. Inoltre secondo la versione israeliana, i due leader starebbero lavorando “in perfetto coordinamento e con rispetto reciproco”.

Leggi anche: Israele va avanti con gli attacchi in Libano: “Siamo in stato di guerra”

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