mercoledì 27 Maggio 2026
Meloni e Giorgetti

“Italia fragile, debito alto e accise bocciate”. FMI e BCE bacchettano il governo Meloni

Il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea mettono in guardia il governo sulle conseguenze di una crescita troppo lenta e di un debito alle stelle. Salvini: "Non vogliono che aiutiamo famiglie e imprese"

Da Laura Laurenzi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca centrale europea (BCE) hanno criticato la mancanza di azione del governo Meloni sul tema delle riforme economiche e sociali. I due istituti si sono uniti alle critiche che da mesi l’opposizione continua a rivolgere all’esecutivo, ricordando le promesse fatte in campagna elettorale e mai mantenute. Le precedenti manovre di bilancio hanno costretto il Paese a una stretta in vista di una possibile svolta nella seconda parte della legislatura. Un cambio di prospettiva, costituito da investimenti e tutele per le industrie, che però non è mai arrivato.

FMI: “L’Italia cresce troppo poco e genera troppo debito”

Ad oggi, quindi, la crescita risulta troppo debole, il debito troppo alto e il contesto geopolitico troppo instabile perché l’Italia possa permettersi di non procedere a nuove riforme. Così, il FMI ha deciso di segnalare al nostro Paese un possibile percorso di azione. Innanzitutto, il governo deve garantire che il metodo del taglio delle accise per tenere a bada i prezzi dei carburanti non diventi strutturale. “Tale misura dovrebbe essere sostituita da trasferimenti mirati alle famiglie più vulnerabili”, ha chiarito, riprendendo un’analisi già condivisa nelle scorse settimane dalla BCE.

Inoltre, le misure pensate per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia dovrebbero essere sempre neutrali rispetto al bilancio e qualsiasi nuova spesa, compresa quella per la difesa, dovrebbe essere compensata al fine di salvaguardare la sostenibilità fiscale. L’obiettivo quindi deve essere quello di evitare nuovo debito, anche in considerazione del fatto che l’incertezza sulle prospettive economiche del Paese rimane elevata. Una nuova doccia fredda per il governo Meloni che, al netto delle sconfitte politiche, si trova ad affrontare una crisi economica non trascurabile.

Salvini: “Non vogliono che aiutiamo gli italiani”

Eppure, c’è chi nel governo ha visto in queste considerazioni un tentativo di limitare gli aiuti rivolti alla popolazione italiana. Secondo il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, la BCE avrebbe chiesto all’Italia di “non aiutare le sue imprese e le sue famiglie”, mentre il FMI vorrebbe “che fossimo rapidi nel taglio delle accise perché non deve diventare una cosa strutturale”.

Per il leader leghista, si tratterebbe di richieste non accettabili se si considera che la guerra in Iran continua a costare ai Paesi Ue 500 milioni di euro al giorno. “Ursula von der Leyen crede che non si tratti di una situazione abbastanza grave per derogare da vincoli fuori dal mondo e dal senso dell’attualità”, ha criticato. Salvini, quindi, imputa buona parte del problema alla stessa Ue, senza spiegare i motivi che avrebbero spinto il suo governo a non prevedere una crisi simile dopo quanto avvenuto con la guerra russo-ucraina.

Leggi anche: Così il governo ha sprecato i fondi del Pnrr

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

 

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata