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sabato 18 Aprile, 2026
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Mojtaba Khamenei

“Khamenei è ferito e isolato”: il mistero della vera leadership in Iran

Secondo il Washington Post, l'Ayatollah sarebbe isolato dal mondo esterno e forse non davvero al comando del conflitto. Dall'Iran continuano a giungere solo messaggi scritti e nessun video della Guida Suprema

Da Laura Laurenzi
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La nuova Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, potrebbe essere ferito e “isolato” dal mondo esterno. A riferirlo è un’indiscrezione del Washington Post, che ha citato fonti di sicurezza statunitensi e israeliane, secondo cui il nuovo leader del regime sarebbe assente tanto da non rispondere ai messaggi a lui indirizzati.  Un dettaglio che avrebbe acceso l’attenzione sul caso, in quanto si teme che non sia realmente Khamenei a prendere le decisioni riguardanti il ruolo di Teheran nel conflitto. Finora, l’Ayatollah è intervenuto in due occasioni ma solamente con messaggi scritti poi resi pubblici.

Dallo scorso 28 febbraio, quando Ali Khamenei è stato ucciso in un raid, suo figlio non è mai apparso in pubblico. “È un segnale d’allarme importante“, riferiscono dagli Stati Uniti, dove proseguono le ricerche per comprendere la nuova gerarchia dei vertici iraniani. Ad accrescere i dubbi è anche il mancato videomessaggio in occasione del capodanno persiano, ovvero la festa del Nowruz. che coincide con l’equinozio di primavera. Tutti gli anni, in questa occasione, Ali Khamenei era solito rivolgersi al popolo con una dichiarazione video. Una tradizione che Mojtaba quest’anno non ha rispettato.

I dubbi Usa sul comando di Khamenei

Di fronte a questa situazione, il sito di informazione Axios ha sostenuto che al momento non vi sarebbero certezze sul reale ruolo di Khamenei nella guerra in corso contro Usa e Israele. Secondo una fonte statunitense, la situazione sarebbe “bizzarra“.

Al momento non vi sono certezze sulle condizioni fisiche dell’Ayatollah, rimasto ferito nel bombardamento che ha ucciso suo padre. Un funzionario Usa ha poi aggiunto che la Casa Bianca non crede che “gli iraniani si sarebbero presi la briga di scegliere un morto come Guida Suprema”, ma al tempo stesso mancano prove sul fatto che l’Ayatollah sia realmente al comando. Un’incertezza che dimostra l’imprevedibilità di questo conflitto, su cui per ora neanche le parti direttamente coinvolte sembrano avere idee o strategie chiare.

Leggi anche: La Nato ha un piano per sfidare l’Iran

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