domenica 27 Settembre 2026

La Nato ha pronto un piano per sfidare l’Iran

Il Segretario Generale Rutte annuncia che l'Alleanza sta valutando una coalizione multinazionale per proteggere il petrolio. Intanto l'Europa alza le spese militari al 5% del PIL per assecondare le richieste di Trump

Di Silvia Forconi
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Non sono più solo gli Stati Uniti a minacciare l’Iran, ora anche la NATO è pronta a uscire dai propri tradizionali per assumere un ruolo operativo nella situazione dello di . In un’intervista rilasciata alla CBS , il Segretario Generale Mark Rutte ha delineato una strategia che segna un cambio di passo per l’Alleanza, ovvero la creazione di una multinazionale per garantire la libertà di navigazione nel “choke point” più cruciale del momento.

Il “ritardo” europeo

Dopo le critiche di Donald sul presunto scarso impegno dei partner europei, il Segretario ha ammesso che l’Europa ha avuto bisogno di “alcune settimane per coordinarsi“, giustificando il ritardo col fatto che i Paesi UE non erano stati informati in anticipo sui primi attacchi americani. Tuttavia ora Rutte ha definito “storico” l’impegno dei Paesi europei a innalzare la spesa per la difesa fino al 5% del .

Hormuz e Ucraina

La NATO deve gestire simultaneamente due crisi ad alta intensità: a Hormuz l’obiettivo è la contro l’Iran e la stabilità del sistema energetico, sul fronte ucraino Rutte conferma il ruolo insostituibile dell’intelligence e delle armi americane e “portare la Russia a negoziare”, mantenendo però un equilibrio strategico delicatissimo.

Una NATO “globale”

Uscendo dallo scenario euro-atlantico, la NATO si prepara a una posizione marittima più incisiva nel Golfo Persico, dichiarandosi pronta a intervenire ovunque i flussi energetici mondiali siano messi in . L’obiettivo è mandare un avvertimento netto a Teheran, ribadendo che la libera navigazione nello Stretto di Hormuz rappresenta una assoluta per la sicurezza internazionale.

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