sabato 18 Luglio 2026
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La bara di Ali Khamenei attraversa le strade di Teheran. Dal corteo: «Ci vendicheremo»

I fedeli legati alla figura dell’ayatollah minacciano ritorsioni mentre tra la folla si levano gli slogan anti-americani e il fantoccio di Trump impiccato

Di Redazione
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Il siglato a Ginevra dalla delegazione americana e iraniana ha lasciato comunque degli strascichi. Il della Islamica, legato alla figura dell’ayatollah , non perdona la sua uccisione il 28 febbraio scorso. Lunedì 6 luglio le spoglie della Guida Suprema attraversano le strade di come da tradizione. Uno dei partecipanti afferma: «Non siamo qui per dirgli , siamo qui per ottenere vendetta. E ci vendicheremo».

Il corteo funebre si concluderà sulle piste dell’aeroporto internazionale di Mehrabad. Mentre il carro lascia il feretro esposto, avvolto nella bandiera iraniana. Così che i fedeli musulmani possano omaggiare la Guida Suprema lasciando in prossimità della bara sciarpe e oggetti vari. Una pratica che viene considerata una forma di benedizione. Tra i presenti in lutto, si levano dei cartelli che chiedono l’uccisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Slogan accompagnati da un fantoccio del tycoon rappresentato impiccato.

«L’America è il Grande Satana», gridano i fedeli di fronte al carro che trasporta la salma di Ali Khamenei. Moniti che vedono la risposta del ministro della Difesa a Tel Aviv Israel Katz, il quale afferma: «Elimineremo ogni leader iraniano che voglia distruggere Israele». che seguono poi l’intervento del ministro degli Esteri a Teheran Abbas Araghchi: «Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra riceverà una risposta immediata e decisa». Ci pensa però il presidente del iraniano Mohammad Ghalibaf, durante un incontro con il capo del Consiglio direttivo di Hamas Mohammad Darwish, ad allentare le tensioni: «L’attuazione del memorandum con gli è difficile, ma possibile».

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